Pressing dei "rigoristi" su una stretta da Natale al 6 gennaio

Pressing dei "rigoristi" su una stretta da Natale al 6 gennaio

Nel governo si discute ancora se imporre un 'lockdown' a singhiozzo o una zona rossa generalizzata per evitare un nuovo balzo dei contagi durante le festività

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© Agf - Roberto Speranza e Giuseppe Conte

AGI - Il presidente del Consiglio Conte è stato impegnato nella liberazione dei pescatori italiani ma comunque non si è ancora deciso se scegliere la strada della zona rossa nei giorni festivi e prefestivi fino al 3 gennaio oppure se applicare un'unica misura dal 24 al 6: il governo prende tempo, è toccato al ministro Boccia comunicare alle regioni (non era presente in video collegamento Speranza, ma il vice viceministro Sileri) che la scelta (la prima opzione al momento appare la più probabile) verrà comunicata domani.

E quindi solo nelle prossime ore si saprà se ci sarà un 'lockdown' a singhiozzo o una zona rossa generalizzata. Un'indecisione che non è gradita ai dem che chiedono al premier di sciogliere il nodo al più presto, di decidere in ogni caso in un modo o nell'altro. Ed è cosi' slittata la conferenza Stato-regioni che si sarebbe dovuta tenere giovedì.

I punti in sospeso

Il Cdm si terrà intorno alle 18: sul tavolo un nuovo Dpcm o un decreto. Il premier ha voluto aspettare anche l'incontro con Italia viva contraria a recepire alla lettera il cosiddetto 'modello Merkel'. Non cambia in ogni caso il criterio della 'zonizzazione': il 28, il 29 e il 30 chi si troverà in una regione gialla potrà comunque muoversi. Il nuovo provvedimento dovrebbe ricalcare quello già in vigore, prevedendo la 'deroga' appunto per i giorni delle festività natalizie.

Da chiarire anche l'eventualità di permettere comunque degli spostamenti tra piccoli comuni, la possibilità di andare a trovare le persone anziane e di avere due congiunti non conviventi in più a tavola, anche se su questo punto l'ala rigorista è ferma sulle sue posizioni. Non indietreggia. Chiude di stringere ancora di più. Scongiurato un cambiamento di rotta già in questo week end. Ma il Veneto (4.402 nuovi positivi giovedì) ha giocato d'anticipo con un'ordinanza che vieta dalle 14 di spostarsi tra il 19 dicembre e il 6 gennaio.

Le richieste di Salvini

La Lega è tornata a farsi sentire. Con i governatori, con Salvini: la richiesta all'esecutivo è quella di fare in fretta e di mettere sul tavolo "l'indispensabile copertura finanziaria per garantire i risarcimenti totali a tutte le categorie" che verranno danneggiate. E in manovra c'è almeno un miliardo di fondi "per potenziare il trasporto pubblico locale" e "notizie certe sui rimborsi per le attività commerciali".

I numeri dei contagi restano preoccupanti, con il tasso di positività salito al 9,9%. Ecco il motivo per cui fino all'ultimo il Pd e Leu insisteranno sull'eventalità di fare di tutto per evitare la terza ondata. "Dovremo passare il Natale ognuno a casa propria. Se qualcuno ipotizza feste, cenoni, assembramenti sbaglia di grosso", dice Boccia. In moto la macchina del Viminale per l'operazione dei controlli anti-assembramenti nelle piazze. E monitoraggio su strade, stazioni e aeroporti