Berlusconi tende la mano sul voto di scostamento. Il governo apre 

Berlusconi tende la mano sul voto di scostamento. Il governo apre 

Il ministro dell'Economia, Gualtieri, certifica la possibilità del dialogo. L'ex presidente del Consiglio, dalle colonne del 'Corriere della Sera', ha lanciato delle proposte ben chiare

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© Francesco Fotia / Agf - Silvio Berlusconi

AGI - L'apertura di Berlusconi sul voto sullo scostamento di bilancio viene apprezzata dal governo e dalla maggioranza. Al di là dell'ala più 'barricadera' del Movimento 5 stelle c'è la disponibiità ampia a discutere con il partito azzurro su come occorrerà spendere i fondi previsti. E' il ministro dell'Economia a certificare la possibilità del dialogo. Nessun cambio di maggioranza, la premessa sia di Gualtieri che di Berlusconi. Ma l'avvio di una "collaborazione istituzionale, che raccoglie anche gli appelli formulati in tal senso dal Capo dello Stato" per "lavorare insieme" e "trovare soluzioni nell'interesse di tutti gli italiani in questo momento di difficoltà". Il titolare del dicastero di via XX settembre non a caso parla della necessità di "una particolare attenzione alle prossime scadenze fiscali e al mondo del lavoro autonomo". Si tratta - dice - di "priorità anche del governo".

L'ex presidente del Consiglio, dalle colonne del 'Corriere della Sera', ha lanciato delle proposte ben chiare. "Non ci possono essere due Italie, una che si salva, l'altra - quella del lavoro autonomo - che deve cavarsela da sola, oppure viene lasciata affondare. Anche perchè - l'osservazione del leader di FI - l'una senza l'altra a lungo andare non regge. Quello che chiediamo al governo e alla maggioranza è di sanare questa disparità, garantendo al lavoro autonomo, ai professionisti, ai commercianti, agli artigiani, alle partite Iva, tutta la tutela necessaria, non una tantum, ma in modo strutturale".

Tramontata la possibilità di un relatore di minoranza di FI sulla legge di bilancio il confronto ci sarà in Parlamento. Nei prossimi giorni si capirà lo strumento. La ricetta del presidente della Camera Roberto Fico è di istituire "una capigruppo congiunta Camera-Senato" sulla manovra, che coinvolga non solo Forza Italia ma tutta l'opposizione. Anche per 'stanare' Lega e Fratelli d'Italia che sono scettici sulla possibilità di convergere con FI sul si' allo scostamento di bilancio.

Nelle fila azzurre si fa sempre più sentire la voce di chi ritiene che Salvini non sia il leader del centrodestra e ne contesta la linea. Ma il segretario del partito di via Bellerio non apre uno scontro con il Cavaliere. "Il rapporto con Berlusconi è positivo, di più. Ho proposto a tutto il centrodestra di unirsi. La battaglia per il taglio delle tasse deve essere comune. Se il centrodestra sarà unito dentro e fuori il Parlamento forse ci ascolteranno di più, saremo più forti e convincenti", spiega.

Rilanciando l'appello dei capigruppo della Lega Romeo e Molinari che "a fronte di una maggioranza incapace di decidere, litigiosa e confusa mentre il Paese vive un momento drammatico per la tenuta economica e sociale" sottolineano la necessità di inviare "un segnale importante" e portare "un'opposizione costruttiva" ad essere "un unico blocco in Parlamento". Più di un 'big' forzista è convinto che la federazione dei gruppi sia un tentativo di 'ingabbiarè il partito azzurro. "Gli italiani stanno vivendo un momento cosi' grave che non si puo' perdere tempo a litigare", dice l'ex ministro dell'Interno, "se non ci chiama il governo chiameremo noi".

Ma intanto si moltiplicano gli appelli a Forza Italia a staccarsi da Salvini e Meloni. "Se Berlusconi si separasse da questo asse sarebbe una cosa positiva", afferma Renzi. Con la disponibilità manifestata da Berlusconi ora la maggioranza potrebbe anche accelerare sulla riforma elettorale di tipo proporzionale. Domani ci sarà un nuovo tavolo sulle riforme, alla presenza del capo legislativo di palazzo Chigi, Goracci. L'ultima volta i rosso-gialli si sono divisi sul superamento del bicameralismo e su altri provvedimenti che dovranno rappresentare il nuovo programma di fine legislatura. "Ma fino a quando non ci sarà la riforma elettorale Forza Italia non potrà mai cambiare decisione", spiega più di un 'big' della maggioranza.