Berlusconi: sì a Mattarella ma Forza Italia resta all'opposizione

 Berlusconi: sì a Mattarella ma Forza Italia resta all'opposizione

Il leader azzurro accoglie l'appello del Colle a collaborare: "Ci siamo resi disponibili a lavorare, senza confusione di ruoli, per far uscire il Paese dall'emergenza sanitaria ed economica", ma "basta polemiche" 

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© ANDREAS SOLARO / AFP - Silvio Berlusconi

AGI -  "Forza Italia è una forza di opposizione e tale vuole rimanere, ma il senso di responsabilità ci impone di comportarci in un altro modo, per questo accogliamo in pieno l'appello alla collaborazione del Presidente della Repubblica". Silvio Berlusconi, intervenendo stamani alla conferenza stampa con cui il suo partito ha  presentato le controproposte alla legge di Bilancio, ribadisce la linea istituzionale di FI e la disponibilità al dialogo, chiudendo però a ogni ipotesi di sostegno organico al governo: "Siamo disponibili a lavorare - ha aggiunto - senza confusione  di ruoli per far uscire il paese dall'emergenza sanitaria ed economica. Bisogna mettere da parte le polemiche, ma Forza  Italia e' sempre stata all'opposizione e intende rimanere un partito di opposizione. Noi mettiamo a disposizione - ha  aggiunto - il nostro pacchetto di proposte per la manovra, la chiamiamo la nostra bussola per il Paese, perche' indica i  problemi e le strade per risolverli. Occorre che i provvedimenti siano utili ed efficaci, la sede dove assumere decisioni non puo' che essere il Parlamento e lo strumento giusto, la sessione di bilancio". Ma per l'ex-premier, il Paese non è nelle condizioni di poter attendere ulteriormente misure che l'esecutivo avrebbe già dovuto assumere: "La situazione - ha  osservato - è sempre più grave. Forse possiamo dire che non e' mai stata così grave da inizio della pandemia. Al dramma sanitario si aggiunge quello produttivo e senza aiuti immediati molte aziende non sopravviveranno e la spirale della recessione si aggraverà. Molti posti di lavoro andranno perduti"

Le proposte di Forza Italia

Sul merito delle misure sollecitate da FI, condensate in un documento di 34 pagine, articolato in otto punti, si sono soffermati i capigruppo Mariastella Gelmini e Anna Maria Bernini, e il responsabile economico Renato Brunetta. Un documento focalizzato sulla tutela della salute, delle imprese, dei lavoratori autonomi, delle famiglie e del mondo della scuola: "Riscriviamo insieme la Legge di Bilancio - ha detto Brunetta - senza decretini inutili, dobbiamo garantire tutti gli italiani. Non devono esserci imprese di Serie A e di Serie B. Tutto il mondo del lavoro - ha aggiunto - deve essere tutelato, bisogna garantire tutti alla stessa maniera, dipendenti e autonomi, imprese, partite iva, tutto il mondo del lavoro. Per questo servono risorse, noi diciamo uno scostamento da 50 miliardi, servono tutti e subito".

 "Questa Legge di Bilancio - ha osservato Anna Maria Bernini citando il documento del partito - e' infelice e minimalista. Avevamo chiesto il doppio relatore per pari dignità, questo non  sta avvenendo. Chiediamo un ravvedimento. Siamo pronti a fare la safety car, bisogna che ci mettano in condizioni di farlo". Le ha fatto eco la collega di Montecitorio Gelmini: "I ristori per i lavoratori autonomi non sono assolutamente sufficienti.  Noi siamo pronti a votare un nuovo scostamento di bilancio se, come ha detto il Presidente Berlusconi, le risorse serviranno per avere un meccanismo chiaro di sostegno a queste categorie,
 basta disperdere i soldi in mille rivoli. I risarcimenti devono seguire due parametri chiari: i costi fissi, che vanno assolutamente coperti, e una consistente percentuale del fatturato perso. Occorrono regole semplici e automatismi".    

"Governo in ritardo sul Recovery"

Da Antonio Tajani e' arrivato, infine, un riferimento ai fondi del Recovery e alla necessita' di un percorso condiviso sul loro utilizzo: "Sul Recovery - ha osservato - il governo è in forte ritardo. Chiediamo una Bicamerale per scrivere le proposte da presentare all'Europa, per usare nel migliore dei modi i fondi comunitari".

Le replica di Salvini non è stata tenera. "L'appello del presidente della Repubblica Sergio Mattarella è alla collaborazione, non agli inciuci o ai rimpasti", ha tenuto a sottolineare il capo leghista.

"Mi sembra che per Pd, M5s, Renzi e anche per qualche pezzo di Forza Italia si stia parlando di posti, non di cose da fare". Meno aggressiva la posizione di Giorgia Meloni, che preferisce accusare i partiti della maggioranza (in particolare il Pd) colpevoli a suo avviso di praticare la vecchia strategia del "divide et impera" alla quale non crede pero' che Berlusconi abbocchera'. E per quanto riguarda la norma salva-Mediaset. La leader di FdI ribadisce il proprio favore, specificando che questo dipende dalla necessita' di sostenere l'italianita' delle imprese, "non per Berlusconi".

"Ora basta, mi hanno stufato". Chi ha parlato con Matteo Salvini riferisce che per il segretario leghista la misura è colma. I segnali di rischio implosione per la coalizione di centrodestra sono evidenti e si colgono nella controffensiva leghista che decide, all'indomani dell'ultima apertura di Silvio Berlusconi alla collaborazione con la maggioranza di governo, di annunciare il passaggio di tre deputati di Forza Italia alla Lega.

Le trattative con Laura Ravetto, Federica Zanella e Maurizio Carrara andavano avanti da tempo, spiegano fonti qualificate del partito di Salvini, secondo cui la tempistica dell'annuncio non è casuale ma un atto deliberato. Una sorta di squillo di trombe contro gli azzurri, che si somma alla pregiudiziale di costituzionalità presentata dai leghisti contro il decreto Covid che contiene l'emendamento 'salva Mediaset'.   

Nei prossimi giorni si vedrà l'effetto che sortirà l'ennesima smentita del Cavaliere, arrivata in serata. L'ex premier si è detto nuovamente indisponibile a partecipare a manovre di palazzo o governo con partiti "incompatibili" con FI, dicendosi "offeso" da chi ha scambiato per inciucio l'atteggiamento di "responsabilità istituzionale" che FI "unita" sta dimostrando. Al momento la risposta del capo di via Bellerio è prudente, parzialmente distensiva: "Lavoro con tutto il centrodestra per una coalizione unita e concreta, capace di curare e proteggere gli italiani. Non ho tempo per polemiche politiche o inciuci", scandisce.