Il Pd vuole un vertice sulla scuola: "No a chiusure a macchia di leopardo"

 Il Pd vuole un vertice sulla scuola: "No a chiusure a macchia di leopardo"

Pressing sul premier Conte da parte del capo delegazione dem nel governo, Dario Franceschini.

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© Mimmo Frassineti / AGF 
- Il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini 

AGI - Un vertice da tenere il prima possibile per valutare nuove, eventuali misure restrittive. La richiesta è arrivata sul tavolo del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, dal ministro per i Beni e le Attività Culturali, nonché capo delegazione del Partito Democratico, Dario Franceschini. Il premier è impegnato oggi con il Consiglio Europeo e il vertice potrebbe tenersi al suo rientro a Roma, già questa sera.

Fra i dem al governo viene osservata con crescente preoccupazione la curva dei contagi e il caos sulle aperture delle scuole non aiuta a rasserenare il clima. Il presidente della Campania, Vincenzo De Luca, ha disposto la chiusura degli istituti fino al 30 ottobre provocando la reazione della ministra della Scuola, Lucia Azzolina, cha ha parlato di "decisione gravissima", e dello stesso presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, per il quale "chiudere così non è la soluzione migliore".

Nicola Zingaretti esprime "solidarietà e vicinanza" al governatore campano. Nel merito della chiusura delle scuole, tuttavia, attende di sentire cosa hanno da dire i 'colleghi' governatori, riuniti oggi in Conferenza delle Regioni, e quello che uscirà dal vertice convocato da Franceschini. Il timore è che si proceda a macchia di leopardo, con chiusure differenziate nelle varie Regioni. Anche perché, dopo De Luca, potrebbe essere la Lombardia a procedere con misure più restrittive, come chiesto anche dal segretario della Lega, Matteo Salvini.

Intanto, però, i dem chiedono un supplemento di riflessione sui concorsi per i docenti. "Alcune regioni stanno in questi giorni decidendo di chiudere le scuole in via precauzionale", dice Camilla Sgambato, responsabile Scuola del Pd: "Pertanto lo svolgimento di concorsi in questa fase di aumenti esponenziali della curva del contagio da Covid, espone a rischi enormi. Non si può non prendere atto che siamo di fronte alla stessa, se non peggiore, situazione di quando il concorso fu rinviato. E dunque riflettere sulla necessità di spostarlo a tempi migliori sotto il profilo sanitario ci sembra la cosa più opportuna da fare. Invitiamo il governo ad una rapida riflessione in tal senso".