Il Dpcm firmato nella notte dopo una trattativa con Mattarella

Il Dpcm firmato nella notte dopo una trattativa con Mattarella

Il capo dello Stato aveva rilevato rischi di incostituzionalità sull'intervento delle forze dell'ordine per le feste in famiglia. Si media anche sull'apertura delle scuole

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Conte e Mattarella

AGI - Una lunga trattativa, prima con le Regioni e poi con i capidelegazione, il faro puntato del Quirinale su alcuni passaggi, poi nella notte è arrivata la firma del presidente del Consiglio Giuseppe Conte sul nuovo Dpcm per contrastare la seconda ondata di coronavirus. Il principale nodo su cui si è concentrata l'attenzione di molti è stato il passaggio sulle feste private. Molti i dubbi sia nel governo che tra le forze di maggioranza all'ipotesi di controlli direttamente nelle case degli italiani.

E il governo si è dovuto confrontare anche con le "forti perplessità" del presidente della Repubblica sulle modalità per limitare le feste private. Due i tipi di obiezione avanzati dal Colle: le perplessità erano innanzitutto di natura costituzionale, l'ipotesi di controlli di polizia nelle case private era difficilmente sostenibile, ma anche di natura giuridica. Il decreto legge a cui il Dpcm deve fare riferimento, infatti, non parla in alcun modo di luoghi privati. 

"Stiamo cercando di superare" l'epidemia di coronavirus "ma possiamo riuscire e stiamo riuscendo soltanto per l'impegno generoso di tanti cittadini impegnati in prima linea" ha detto stamane Sergio Mattarella ricevendo al Quirinale una delegazione della ONG Medici con l'Africa CUAMM. "I valori di convivenza umana non sono scindibili per territorio, la solidarietà si esprime ovunque e va manifestata e posta in essere ovunque" ha detto ancora il Capo dello Stato.

Alla fine delle tante riunioni a palazzo Chigi, quando ormai mancavano poche ore all'alba, il premier Giuseppe Conte ha ascoltato tutti i dubbi ed ha mediato tra le diverse linee, decidendo di 'ridurre' a raccomandazione l'attenzione al numero di persone che è possibile invitare a casa per un festeggiamento familiare.

Anche sulla scuola si è registrato un braccio di ferro tra alcune regioni e il ministro dell'Istruzione, Lucia Azzolina, che ha insistito per tenerle aperte. Ieri in serata anche Nicola Zingaretti, leader Pd e governatore del Lazio, aveva fatto presente che erano tre le priorità da salvaguardare pur nella necessità di misure più stringenti contro il contagio: scuola, universita’ e lavoro. Il Dpcm entrerà in vigore da domani ed avrà effetto fino al 13 novembre. 

Il giorno dopo restano le critiche di alcuni presidenti di Regione e la bocciatura delle opposizioni. Mentre dalla maggioranza si spiegano le nuove misure. Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio sottolinea: "Stiamo anticipando delle misure per evitare qualsiasi tipo di lockdown. L'Italia non può permetterselo". Il Pd mette l'accento sull'importanza di fare ogni sforzo per tenere aperte le scuole, ma nel complesso il segretario Zingaretti afferma che i provvedimenti “sono molto opportuni perché è evidente che il virus mette a rischio, magari per irresponsabilità di pochi, l'intera economia".