Ora Toti vuole l'autonomia anche per la Liguria

Ora Toti vuole l'autonomia anche per la Liguria

"La principale coalizione avversaria non raggiunge il 40%, in assoluto credo sia il peggiore risultato dei nostri avversari nella storia di questa regione, il Pd si ferma a essere secondo partito in questa regione, il M5s sostanzialmente sparisce dai radar" è l'analisi del governatore confermato

Autonomia liguria Toti

© Giuseppe Nicoloro / AGF
- Giovanni Toti

AGI - "L'autonomia è il tema da domani mattina, credo sia ormai ineludibile e, se questo governo e questo parlamento hanno senso della realtà dopo questi risultati, apriranno immediatamente il negoziato per arrivare all'autonomia, cogliendo anche l'occasione di riforme costituzionali magari piu' impegnative, se la legislatura andrà avanti". Lo ha detto il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, incontrando la stampa dopo la rielezione. "Spero che tutti siano sufficientemente ragionevoli da fare questa analisi" ha sottolineato Toti "Mi pare che anche Dario Franceschini abbia aperto a questa suggestione".

"La principale coalizione avversaria non raggiunge il 40%, in assoluto credo sia il peggiore risultato dei nostri avversari nella storia di questa regione, il Pd si ferma a essere secondo partito in questa regione, il M5s sostanzialmente sparisce dai radar passando dai fasti del 'V-day' a risultati ad una cifra, segno che polemiche e attacchi, spesso pretestuosi, e il voler soffiare sulla paura della gente in un momento così delicato, non sono piaciuti agli elettori liguri".

"Ieri sera ho sentito tramite messaggio Giorgia Meloni e questa mattina ho avuto una lunga telefonata col presidente Silvio Berlusconi: lo ringrazio per il contributo politico e d'affetto che non era scontato. Quello che esce da queste elezioni mi pare evidente a tutti e non può mancare l'analisi anche da parte dei partiti più grandi a livello nazionale: una grande forza delle liste dei governatori, una grande voglia dei territori di esprimere classi dirigenti provenienti dal mondo dei sindaci, degli assessori regionali, cioè della amministrazione, un equilibrio e una voglia di allargare il centrodestra oltre l'ala sovranista, con sensibilità che vanno fino al socialismo riformista".

"Se c'è questa volontà da parte di tutti, credo che il centrodestra possa cogliere lo spunto dal taglio dei parlamentari da un lato e dall'analisi dei risultati del voto dall'altro, per avviare finalmente un vero percorso di federazione e di allargamento - ha ribadito Toti - che superi le bandiere dei singoli partiti per aggregarsi in qualcosa di più organico, di più largo, di meno esclusivo e di più inclusivo, che è quello che chiedevo a Forza Italia prima di uscire dal partito. In questo senso, il nostro contributo ci sarà, ovviamente il contributo che mi  concesso dare avendo preso un impegno politico con i liguri che intendo mantenere dal primo all'ultimo giorno di questa legislatura" ha detto riferendosi a "Cambiamo!".

"Spero in un'opposizione migliore di quella che ho visto in campagna elettorale perché francamente è stata di pochi contenuti e molto sgradevole nella sostanza, con una piccola dose di superiorità morale che, se qualcuno andasse a rileggere le preferenze avute dai liguri, forse attenuerebbe la propria autostima". Toti ha risposto ai cronisti che gli chiedevano se avesse sentito il principale avversario delle regionali, Ferruccio Sansa - cosa che, a quanto spiegato da Toti, non e' accaduta - e che tipo di opposizione si aspetta in consiglio regionale.