Tensioni nella maggioranza. E Zingaretti blinda Lamorgese

Tensioni nella maggioranza. E Zingaretti blinda Lamorgese

Voci insistenti parlavano di un interessamento per l'incarico da ministro dell'Interno  del leader dem, che è stato costretto a chiarire

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© Riccardo De Luca/AGF - Nicola Zingaretti

AGI - Le voci si erano fatte tanto insistenti che è servito un chiarimento. Nicola Zingaretti ha quindi alzato la cornetta per parlare con la ministra dell'Interno, Luciana Lamorgese. Per confermarle il pieno appoggio del Partito Democratico, certo, ma soprattutto per rassicurarla sul fatto che non c'è alcuna manovra del Pd per defenestrarla. Tanto meno c'è la volontà del segretario dem di subentrarle in un incarico che le è stato assegnato allo scopo di riportare al Viminale una personalità super partes, non condizionata da ideologie o linee di partito, dopo la stagione Salvini.

I sospetti sul segretario dem

Un chiarimento, si diceva, che si era fatto doveroso dopo che alcuni quotidiani avevano preso a rilanciare rumor e sospetti sulle mosse del segretario dem. Secondo queste voci, Zingaretti vorrebbe mettersi al riparo dai malumori interni al suo partito. "Ma quale Viminale", spiegano fonti Pd alla Camera: "Sarebbe una strategia suicida da parte di Zingaretti lasciare la Regione Lazio, mandarla al voto con il rischio di consegnarla alla destra e pagarne, da segretario del Pd, il costo politico".

Non è tuttavia questo l'unico motivo che rende l'ipotesi impraticabile per i dem: Lamorgese, come si diceva, è stata scelta per la sua figura 'super partes' rispetto ai partiti. Non a caso è stata affiancata da due esponenti di M5s e da due del Pd, un modo per garantire il pieno equilibrio di un dicastero tanto delicato. Infine, viene rimarcato da fonti dem, con la pratica della modifica dei decreti Salvini ormai avviata e l'emergenza sbarchi da governare, non sarebbe il momento più favorevole per una staffetta del genere.

I fronti della maggioranza

Al di là delle voci, tuttavia, il caso la dice lunga sulle tensioni interne alla maggioranza, dallo scontro con Italia Viva sulla legge elettorale - sulla quale, tuttavia, Matteo Renzi sembra aver aperto un timido spiraglio - alla riequilibrio delle presidenze delle commissioni che ha lasciato l'amaro in bocca al M5s. L'ultimo terreno di scontro risulta essere il decreto di agosto che sta presentando più nodi del previsto, tanto che il responsabile dem al Lavoro, Marco Miccoli, ha ritenuto di dover richiamare le forze di maggioranza ad evitare tensioni inutili. 

Il blocco dei licenziamenti

"Proprio perche' siamo di fronte ai primi segnali di ripresa e alla previsione di crescita del Pil nel primo trimestre del 2021", spiega Miccoli, dobbiamo aiutare le imprese a salvare l'occupazione. Nei giorni scorsi molti esponenti del governo sono stati chiari: blocco dei licenziamenti e cassa integrazione fino al 31 dicembre. Peraltro la linea di credito dello Sure potrebbe essere a breve a disposizione, concedendo garanzie per le risorse sugli ammortizzatori sociali per tutto l'inverno. Incertezze e misure parziali creerebbero solo preoccupazione e produrrebbero tensioni inutili".