I 3 leader del centrodestra: "Sullo scostamento non agiamo al buio"

 I 3 leader del centrodestra: "Sullo scostamento non agiamo al buio"

Berlusconi, Salvini e Meloni in una lettera aperta a Conte pubblicata in prima pagina sul Sole 24 Ore: "Non consentiremo che le risorse degli italiani, il denaro dei nostri figli, venga sperperato in operazioni assistenziali o addirittura clientelari mentre il Paese soffre"

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Francesco Fotia / AGF - Meloni, Salvini, Berlusconi

AGI - Il nuovo scostamento di bilancio "e' una misura grave", di fronte alla quale il centrodestra e' pronto a fare la sua parte, "ma questa volta non lo fara' al buio": lo affermano i tre leader del centrodestra, Matteo Salvini, Sivio Berlusconi e Giorgia Meloni, in una lettera aperta al premier Giuseppe Conte pubblicata in prima pagina sul Sole 24 Ore. "Non consentiremo che il denaro dei nostri figli sia sperperato in operazioni assistenziali o addirittura clientelari mentre il Paese soffre", avverto i tre leader, "al governo si chiede la disponibilita' ad accogliere le proposte che il centrodestra avanza su fisco, lavoro e giustizia sociale".

"Oggi il governo ci chiede ancora una volta di consentire, in Parlamento, un nuovo scostamento di bilancio. Una misura grave, di fronte alla quale ancora una volta siamo pronti a fare la nostra parte, ma questa volta, signor Presidente del Consiglio, non lo faremo al buio", si legge nella lettera. "Non consentiremo che le risorse degli italiani, il denaro dei nostri figli, venga sperperato in operazioni assistenziali o addirittura clientelari mentre il Paese soffre", aggiungono. "Lei, Presidente Conte", prosegue la lettera, "finora non si e' espresso su come l'Esecutivo intenda impiegare queste nuove ingenti risorse. Ci aspettiamo che il Governo lo faccia in aula e sulla base di questo l'opposizione unita decidera' come comportarsi. Lo decideremo in base alla disponibilita' ad accogliere alcune proposte che consideriamo imprescindibili, per restituire una speranza alle categorie economiche in difficolta'".

Sul fisco, il centrodestra spiega di prendere atto "con profondo disappunto" del fatto che le proposte di 'anno bianco fiscale' avanzate "sono state tutte respinte, anche se alla luce degli scostamenti approvati sarebbero tutte state fattibili". A questo punto, si chiede di intervenire "almeno" con due linee di azione: l'esenzione, per gli esercenti attivita' di impresa, arte o professione soggetti agli Indici Sintetici di Affidabilita', dal versamento del secondo acconto IRPEF/IRES per l'anno 2020; e la riduzione del 30 per cento dei coefficienti di calcolo IMU, l'esenzione della predetta imposta per i Comuni con una popolazione inferiore ai 3.000 abitanti e per gli immobili commerciali e produttivi sfitti rientranti nella categoria C. Per quanto riguarda il lavoro, "riconosciuta l'esigenza di prorogare la Cig ordinaria e in deroga, le cui scadenze vanno allineate con quelle del blocco dei licenziamenti, consideriamo indispensabile che a tutela del lavoro si intervenga anche con misure che premino gli imprenditori che mantengono i livelli occupazionali".

La proposta del centrodestra vede la riduzione del 50% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per le aziende colpite dalla crisi che non riducono il numero di occupati; e la sospensione del decreto Dignita' e reintroduzione dei voucher per tutti i settori, compresi i voucher familiari, almeno per tutto l'anno 2020. Il terzo punto indicato dai leader del centrodestra riguarda la giustizia sociale, con l'"immediata attuazione della sentenza della Corte Costituzionale che chiede l'adeguamento delle pensioni di invalidita'". "Se dalla risposta che verra' data alle Camere ci renderemo conto che il voto che ci viene chiesto e' destinato ad avere effetti costosi e improduttivi, funzionali soltanto alla ricerca del consenso per i partiti della maggioranza - concludono nella loro lettera aperta -, in questa caso sara' proprio l'interesse nazionale ad impedirci di votare lo scostamento".