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"Tornando indietro ancora non farei la zona rossa​", dice Conte 

"Tornando indietro ancora non farei la zona rossa​", dice Conte 

In un'intervista a La Stampa rigetta l'idea di un suo partito: "Io sono qui non per interessi personali e favorire amici e conoscenti". Al Sole24Ore: dalla crisi "una grande opportunità per il rilancio" 

Zona rossa Conte anche ora non la farei

© Francesco Fotia / AGF 
- Giuseppe Conte

In un'intervista a La Stampa, il Capo del governo che oggi sarà ascoltato dalla Pm di Bergamo in merito alla mancata creazione della zona rossa in città, sul colloquio dice: "Non lo temo affatto, ho agito in scienza e coscienza" e che sempre per lo stesso motivo, tornando indietro, non farebbe la zona rossa. Detto questo, Conte ribadisce: "Abbiamo stanziato circa 120 miliardi in piu' anni. Ci sono soldi per coprire vari livelli di avanzamento delle opere" e che "ci sarà un momento in cui ci confronteremo sull'eventualità se convenga o meno all'Italia attivare altri strumenti di finanziamento come il Mes".

"Folle pensare a un partito"

Sull'ipotesi di varare un proprio partito, Conte risponde secco: "Io sono qui non per interessi personali, per coltivare un mio partito e favorire amici e conoscenti, ma per questo servizio. Un incarico che ha assunto un rilievo gravoso per l'emergenza. Sarebbe folle dedicare anche solo un millesimo di energia a questi pensieri".

"Dalla sofferenza un piano per il rilancio"

"Quello che serve ora al Paese è un vero e proprio Piano di rilancio" perchè "abbiamo il dovere e la responsabilità di recuperare una visione strategica che vada oltre le misure immediate per superare la grave emergenza sanitaria ed economica, misure in parte già prese e in parte da implementare", spiega il presidente del Consiglio in un'intervista al quotidiano economico e finanziario Il Sole 24 Ore in cui sostiene anche che questa crisi che rappresenta "una grande sofferenza per l'Italia, dobbiamo tramutarla in opportunità per rilanciare l'economia con un rigore di più ampio respiro in modo da utilizzare al meglio i finanziamenti in arrivo dall'Europa".

Il Piano che il premier annuncia essere molto "concreto", prevede "oltre alla conferma di Industria 4.0, una Industria 4.0 plus dedicata proprio alla digitalizzazione" dice Conte, e il Piano di rilancio andrà in ogni caso oltre l'utilizzo del Recovery fund, del Sure e eventualmente del Mes, perchè conterrà molte riforme e molte misure che non saranno finanziate con i fondi Ue.

Oltre 100 miliardi - spiega Conte - da scongelare con una sorta di estensione del modello Genova: "Non si tratta di cambiare il codice degli appalti. Si tratta di introdurre norme temporanee per superare i vincoli burocratici in modo da far partire subito i cantieri". Si va dalla Roma-Pescara alla Roma-Ancona, dall'Alta velocità Roma-Venezia all'emergenza Sicilia fino alla Ionica (Reggio Calabria-Taranto).