"Gli stati generali? Programmazione contro improvvisazione", dice Carla Ruocco

"Gli stati generali? Programmazione contro improvvisazione", dice Carla Ruocco

Che le forze di opposizione partecipino a questo evento sarà a loro discrezione, dice la presidente della commissione di inchiesta sulle banche, ma ritengo che debbano collaborare, anche se in modo informale, per conto loro, alla crescita del paese che il governo sta sostenendo

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© Pierpaolo Scavuzzo / AGF - Carla Ruocco

Gli stati generali dell'Economia, annunciati dal premier, Giuseppe Conte, sono una buona notizia? "Assolutamente sì" per Carla Ruocco, presidente della commissione d'inchiesta sulle Banche ed esponente di spicco del Movimento 5 stelle.

"Indicano una volontà di programmazione rispetto all'improvvisazione che ha portato tanti problemi ai cittadini, in un momento importante, a valle di un'emergenza così pesante come quella della pandemia dovuta al coronovirus".

In una conversazione con AGI, la presidente della commissione - che l'11 giugno avrà di nuovo in audizione Bankitalia per monitorare la risposta degli Istituti di credito alle norme contenute nel dl Imprese per un feedback sulle risposte date ai cittadini - non si esime dal rispondere a chi le chiede se non vi sia il rischio che la convention rischi di diventare una passerella: "Assolutamente non credo", replica e, riguardo al ruolo delle opposizioni osserva: "credo che tutti debbano dare un contributo a superare questa difficile fase. Non sono mai stata appassionata di schermaglie politiche nel senso di corsa ad ottenere l'ultimo voto. Ora la politica deve dare risposte precise. Che le forze di opposizione partecipino a questo evento sarà a loro discrezione, ma ritengo che debbano collaborare, anche se in modo informale, per conto loro, alla crescita del paese che il governo sta sostenendo".

Quanto all'annoso problema dei rapporti fra risparmiatori-creditori e banche, Ruocco non manca di sottolineare: "dal primo giorno in cui si è insediata la commissione non ha mai smesso di lavorare, anche nei giorni in cui il lockdown era più stringente. Ci siamo concentrati sul filone del dl Liquidità, chiedendo un costante riscontro ai cittadini e siamo stati sommersi da segnalazioni, anche perché, nel primo periodo, va detto, le banche erano impreparate ad affrontare la situazione. Non solo, abbiamo attivato un ciclo di audizioni oltre a dare seguito alle sollecitazioni di quanti si sono rivolti a noi", sottolinea.

E sulle critiche, soprattutto della Lega, che ha condannato, la mancanza di risposte immediate ai cittadini, nota: "In Italia il governo si è trovato di fronte a pastoie burocratiche stratificate da decenni e la Lega non può fare finta di essere un partito dell'ultima ora. È stata di molto snellita l'attivazione per il credito e le Banche ora non hanno più alibi. A ciò va aggiunto che nel dl Liquidità sono stati approvati una serie di emendamenti frutto del lavoro della commissione e del recepimento delle istanze dei cittadini. È cresciuto il margine dell'autocertificazione e la garanzia pubblica al 100% offerta alle Pmi su prestiti fino a 25 mila euro è giunta fino a 30 mila".

Ma non basta: con "150 questionari a dieci risposte tutte le banche sono state sollecitare a fare sapere alla commissione quali domande di credito siano state accolte, entro che tetto e con che tempi", aggiunge. Un lavoro a 'tappeto', stringente che ha "portato ad una mappatura totale". Ad ora "non esistono sanzioni" per chi non ottempera alle norme approvate, ma, assicura Ruocco, il lavoro continua, anche perché "non ci si può ricordare di essere istituti di diritto privato quando gli affari vanno a gonfie vele e chiedere aiuti quando si va a picco".