No della giunta al processo a Salvini sulla vicenda Open Arms 

No della giunta al processo a Salvini sulla vicenda Open Arms 

L'ex ministro: "Grazie ai senatori che hanno votato in libertà". Tredici sì alla relazione Gasparri contraria al procedimento, tra questi anche una 5 stelle dissidente e l'ex pentastellato Giarrusso. I no sono stati 7, mentre i tre renziani non hanno partecipato al voto. La partita si sposta ora al Senato

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Matteo Salvini
 

Il primo verdetto del Senato è a favore di Salvini. La richiesta di autorizzazione a procedere nei suoi confronti per la vicenda Open Arms è stata respinta dalla Giunta per le immunità: 13 voti contrari al processo, sette quelli favorevoli. Insieme alla Lega, a Forza Italia e a FdI, hanno votato anche Mario Giarrusso (ex M5s) e la pentastellata Alessandra Riccardi.

Italia viva, che in Giunta contra tre senatori, non ha partecipato al voto. Una decisione, quella del partito di Matteo Renzi, che ha già suscitato le critiche di una parte della maggioranza. M5s, Pd e Leu, si sono espressi in favore dell'autorizzazione a procedere.

"Grazie ai senatori che hanno votato liberamente", dice il segretario della Lega. "Una buona notizia in periodi di attacchi", commenta sottolineando che Giarrusso e Riccardi "hanno votato non a mio favore" ma alla decisione di un ministro "condivisa da tutto il governo". Soddisfatto anche Maurizio Gasparri, relatore della vicenda e presidente della Giunta, che rilancia la tesi della difesa: "Salvini agì a nome del governo".

Non la pensa così Anna Rossomando. L'esponente del Partito democratico, vice presidente del Senato: "Una linea di governo non è totalmente svincolata da qualsivoglia limite", osserva sostenendo che l'obbligo di soccorso della nave sulla quale si trovavano 150 migranti "doveva essere completato" con lo sbarco di tutte le persone trattenute per 18 giorni sull'imbarcazione in condizioni meteorologiche e igieniche precarie. Rossomando non commenta la decisione di Italia viva di non partecipare al voto, ("la Giunta non ragiona in termini di maggioranze politiche, ogni singolo componente è assolutamente svincolato", ricorda).

Francesco Bonifazi spiega perché Iv non ha partecipato al voto: "Non c'è stata a nostro parere un'istruttoria seria, così come avevamo richiesto sia in questo caso che nella precedente vicenda Gregoretti: era necessario ricevere indicazioni sui rischi reali di terrorismo e sullo stato di salute riguardo alle imbarcazioni bloccate in mare dall'ex ministro dell'Interno, che non sono arrivate".

Parole che vengono fortemente criticate da Leu. "Non manca un'istruttoria seria, ma la dignità, la vostra", attacca Francesco Laforgia, al quale replica il capogruppo di Iv, Davide Faraone: "Non accettiamo lezioni. Stiamo esattamente tenendo la stessa posizione della volta scorsa in Giunta, nessuna differenza, si chiama coerenza".

Cme per il caso Diciotti, anche Alessandra Riccardi del Movimento 5 stelle, ha votato contro il processo: Salvini, afferma all'Agi, ha agito "all'interno della politica del governo di contenimento dei flussi migratori". Anche Mario Giarrusso, ex 5s ora al Misto, conferma di aver votato in coerenza con quanto votato dagli iscritti su Rousseau a proposito della vicenda Diciotti.

E a chi gli chiede se è in procinto di passare alla Lega replica: "Non è vero". Questa "voce è stata messa fuori ad arte per cercare di premere e di influenzare il mio voto in Giunta". Ora la parola passa all'Aula. Entro trenta giorni dovrà ratificare la decisione di oggi o respingerla.