Lo sfogo di Giorgetti: "Chiedono collaborazione e provocano sui morti"

Lo sfogo di Giorgetti: "Chiedono collaborazione e provocano sui morti"

Il leghista: Fico mi è sembrato molto in imbarazzo. Il governo lombardo? Tutti possono sbagliare ma attaccare in questo modo proprio non ha senso

Giorgetti contro Ricciardi

© Silvia Lore / NurPhoto - Giancarlo Giorgetti

“In questo momento secondo me c’è da dare da mangiare alla gente, poi si vedrà. Però dico anche che se uno si sforza di portare la discussione su un tono civile e l’esito è questo qua... Io non capisco davvero a che pro, a che cosa serva”.

Il vicesegretario leghista, Giancarlo Giorgetti, in un'intervista al Corriere della Sera, esprime tutto il proprio disappunto per l’intervento in Aula del deputato 5Stelle Ricciardi, che ha attaccato il modello lombardo della Sanità e tutto il centrodestra che lo sostiene. Tanto che adesso viene da chiedersi: che ne sarà adesso della richiesta di collaborazione tra governo e opposizione, che tanto sta a cuore al presidente Mattarella?

E alla domanda Giorgetti risponde così: "non è tanto l’attacco alla Regione Lombardia. È che un intervento come quello” di Ricicardi “è contro chi gli ha chiesto di avere un altro tipo di atteggiamento”. Per poi aggiungere: “Questi attacchi non aiutano nessuno. Io sono uno che si è speso e non voglio fare processi al governo regionale, perché tutti possono sbagliare. Però farlo in quel modo, in una situazione di questo tipo, proprio non ha senso”.

E in una seconda intervista, questa volta a La Stampa, sempre Giorgetti avverte: “In giro c’è tanta gente davvero disperata e i politici dovrebbero dare l’esempio invece di soffiare sul fuoco. Devono stare attenti, il paese esplode. Fare critiche, ma con equilibrio, evitando le pagliacciate”. Ma poi l’ex sottosegretario a Palazzo Chigi del governo gialloverde, quasi sconfortato dichiara: “Dai palazzi della politica non verrà nulla, non mi aspetto alcuna proposta” nella direzione ad esempio di un governo di unità nazionale o di collaborazione con le opposizioni di cui tanto si vocifera. E chiosa: “Almeno finché dal Paese reale, vista la situazione, non verrà una spinta tale da indurre la politica a prenderne atto. Ma sarà una pressione dall’esterno, non un moto dall’interno”.