Zingaretti: "Il 1 giugno è una data molto lontana, accelerare con gli aiuti"

Zingaretti: "Il 1 giugno è una data molto lontana, accelerare con gli aiuti"

Il segretario del Pd: "Mi permetto di suggerire al governo di affidarsi alle curve epidemiche per riavviare le attività di alcune categorie, come ristoranti, bar o, in generale, il commercio. Verificando anche la data del primo giugno che mi pare molto lontana"

Fase 2 Zingaretti 1 giugno riapertura

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Mimmo Frassineti / AGF - Nicola Zingaretti

"Gli italiani hanno reagito alle regole indicate dal governo per il lockdown mostrando una maturità e un rigore straordinari; questo consegna al nostro Paese una forza immensa. Ora qualsiasi scelta sui tempi di riapertura deve essere orientata a limitare al massimo la recrudescenza di una diffusione che probabilmente ci sarà, ma che va tenuta sotto controllo, con il costante supporto della scienza. Mi permetto di suggerire al governo di affidarsi alle curve epidemiche per riavviare le attività di alcune categorie, come ristoranti, bar o, in generale, il commercio. Verificando anche la data del primo giugno che mi pare molto lontana". Lo dice al 'Corriere della sera' il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, convinto che "ci sono tutte le condizioni affinché il Paese apra una nuova fase".

"Il Pd la pone in tutte le sedi come priorità: far arrivare gli aiuti il più presto possibile direttamente nelle tasche dei cittadini. Più coraggio e meno burocrazia per la ripresa", sottolinea Zingaretti e assicura che "ogni decisione rilevante e di indirizzo è stata assunta collegialmente dalla maggioranza e dal governo. E per me sarebbe auspicabile - sottolinea - se ci fossero le condizioni, un coinvolgimento sull'emergenza anche maggiore delle opposizioni".

Secondo il leader del Pd, "parlare in questo momento di cambi di maggioranza e di governo, di manovre politiche e tattiche, di calcoli elettorali e di potere e' davvero tanto deprimente quanto velleitario. Semmai - afferma - sento fortissima l'esigenza non di un nuovo esecutivo, ma di una nuova riflessione su certi paradigmi di sviluppo della nostra società.È mai possibile che un virus abbia messo con il sedere per terra il mondo intero e la politica non rifletta su cosa deve cambiare nei nostri assetti di vita?".