“Sul Mes i dem mettono in discussione il premier”, dice Crimi

“Sul Mes i dem mettono in discussione il premier”, dice Crimi

Il reggente dei 5S risponde al segretario del Pd Zingaretti che dice sì alla versione light del fondo salva-Stati

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© Gianmarco Ceccotti  -  Vito Crimi 

 

“L’Italia non farà mai ricorso al Mes, noi Cinque Stelle non potremo mai accettarlo”. È netto, senza tanti giri di parole, il giudizio del capo politico reggente del M5S, Vito Crimi, che in un’intervista a Il Fatto Quotidiano replica con queste parole alle posizioni di Pd e Italia Viva a favore del fondo salva-Stati. 

E se della posizione di Renzi Cirmi non si stupisce, lo stupiscono invece “le parole del Pd, perché mettono in discussione la linea del governo e del presidente del Consiglio Conte, che ha espresso la necessità di altri strumenti contro la crisi”. Secondo il capo politico facente funzioni del M5s, dopo il passo indietro di Di Maio, “il Mes senza condizionalità non esiste”, innanzitutto “perché non è stato ancora approvato”, poi “perché queste condizialità sarebbero alleggerite solo nella fase di pre-valutazione del Paese che chieda di farvi ricorso” e pertanto – altro problema – riguarda “come e quando si dovrà restituire il prestito, che è tutto da definire”.

Pertanto, per Crimi “l’Italia non è la Spagna” e “se altri Paesi riterranno di voler utilizzare un Mes light, nessun problema. Ma per noi rimane una fregatura. Non lo voteremo mai in Parlamento”. Quanto alla frattura nella maggioranza, questa – secondo Crimi – “dipende dall’atteggiamento sbagliato del Pd, che sta smentendo il premier” e pertanto serve solo che “il Pd chiarisca al Paese perché ha cambiato posizione”.