Il Mes torna a dividere la maggioranza

Il Mes torna a dividere la maggioranza

Mentre lo scontro con il centrodestra si fa sempre più acceso, Conte è alle prese con i malumori interni sul fondo Salva-stati: il Pd ha già detto che l'Italia non lo utilizzerà, una decisione che Italia viva ritiene "populista"

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© ANDREAS SOLARO / AFP  - Giuseppe Conte e Luigi Di Maio 

Mentre i dati ordierni sul contagio da coronavirus non lasciano spazio a facili ottimismi ("Siamo ancora nella fase 1", dicono gli scienziati) a tre giorni dalla conferenza stampa durante la quale il premier Conte ha attaccato Salvini e Meloni per aver "indebolito non me ma l'Italia perché questo governo non agisce con il favore delle tenebre", la tensione tra maggioranza e opposizione non accenna a diminuire. Un intervento dell'ufficio stampa di palazzo Chigi in cui sostanzialmente si sottolinea che mai è stata avanzata la richiesta di una conferenza a reti unificate crea una nuova spaccatura. In realtà anche una parte della maggioranza, ovvero Italia viva, è sul piede di guerra (il renziano Anzaldi parla di "presa in giro").

Oggi ci sarà una riunione informale della commissione di vigilanza Rai, da qui la volontà del premier di puntualizzare il motivo di quell'affondo contro Lega e Fratelli d'Italia. "Anche a Pasquetta il governo trova il tempo di attaccare", la reazione dei 'lumbard' e di Fdi. "La partita in Europa è troppo delicata. Non possiamo permetterci presentarci divisi", il ragionamento del premier per il quale "le fake news sul Fondo Salva Stati rischiavano di dividere il Paese".

Ma è proprio sulla possibile attivazione del Mes che si registra una distanza pure tra i rosso-gialli. Perché il vice ministro all'Economia, il dem Misiani, ha sottolineato che il governo non intende avvalersi del fondo. "Non lo utilizzeremo. Però - ha aggiunto - utilizzeremo il programma per la cassa integrazione europea, utilizzeremo i 200 miliardi della Banca europea degli investimenti e le altre possibilità che le istituzioni europee hanno deciso in queste settimane" come l'allentamento delle regole sugli aiuti di Stato, che permette garanzie al 100% attivate con l'ultimo decreto sulla liquidità delle imprese". 

L'affondo di Salvini e i malumori dei renziani

Una posizione che in realtà e' un segnale soprattutto di come Roma intenda tenere alta l'asticella in vista del 23 aprile quando si capirà quale saranno le ricette anti-coronavirus dell'Europa. "Se davvero Conte e il governo non vogliono il Mes, basta che calendarizzino e votino la proposta di Legge depositata dalla Lega per la revoca del Trattato", l'affondo di Salvini.

Il premier Conte e il ministro dell'Economia Gualtieri insistono sugli Eurobond e anche il Movimento 5 stelle non pensa ci siano altre strade. Ma mentre i dem non escludono in futuro di accedere eventualmente al Mes (linea Gentiloni) per i pentastellati non c'è un piano B. E i renziani alzano la voce. La tesi è un sì al Mes senza se e senza ma: "In quale riunione di maggioranza è stata presa questa decisione populista? Perché rifiutare uno strumento per il quale si è dato mandato ad un ministro di lottare? Ormai - attacca il renziano Marattin - per cogliere le differenze tra Pd e M5S serve un microscopio ad altissima risoluzione".

300 mila aziende chiedono Cig per 4,5 miliardi

Intanto il governo lavora al decreto di aprile che sarà coperto anche da fondi comunitari della programmazione del bilancio europeo, 10-11 miliardi" e poi da un ulteriore scostamento molto consistente" del deficit. Sara' aumentato l'importo dell'indennità per gli autonomi e professionisti fino a 800 euro e - annuncia la ministra del Lavoro Nunzia Catalfo - verrà introdotto un Reddito di emergenza per le fasce piu' deboli della popolazione.

Palazzo Chigi intanto ha chiarito che 300mila aziende hanno chiesto la Cassa integrazione per 4,5 milioni di lavoratori e che il Bonus baby sitter arriva il 15 aprile (all'Inps sono arrivate oltre 40mila domande). Confermato lo slittamento degli adempimenti fiscali. "Il governo e' in colpevole ritardo", attacca l'azzurra Gelmini che insieme al leghista Durigon fa notare come la Cig non arrivera' prima della fine di aprile.