Uniti nell'emergenza. Il coronavirus puntella il governo  

Uniti nell'emergenza. Il coronavirus puntella il governo  

Da Renzi e Franceschini parte un appello che sembrava impensabile solo pochi giorni fa. L'incontro tra il leader di italia viva e Conte è stato rinviato a data da destinarsi. Lo scontro tra il premier e i governatori fa rialzare la testa a Salvini

coronavirus unita governo renzi conte

©
ARIS OIKONOMOU / AFP - Giuseppe Conte

Fino a pochi giorni fa era lo scorpione di Esopo che, non potendo rinnegare la propria natura, uccide il rospo mentre questo lo aiuta a guadare il fiume. Ora Matteo Renzi e l'autore di quella similitudine, Dario Franceschini, utilizzano le stesse parole per chiedere alle forze di maggioranza e opposizione un 'cessate il fuoco' delle polemiche per affrontare insieme l'emergenza del Coronavirus.

"​Zero polemiche, adesso. Vale per tutti. Seguiamo le indicazioni della scienza: l’Italia affronti unita il Coronavirus. Finita l’emergenza chi vorrà avrà tempo per rinfacciarsi gli errori; noi invece saremo in prima fila per rilanciare l’economia devastata da questi giorni". Il ministro della cultura sottoscrive poco dopo: "​Stop immediato a ogni polemica. In queste ore non ci possono essere maggioranza e opposizione, destra e sinistra, regioni e governo".

Il richiamo di Conte

Il riferimento di Franceschini è alle parole dure che il Presidente del Consiglio ha riservato ad alcuni presidenti di regione colpevoli di agire troppo autonomamente. "Non si può andare ciascuno per conto proprio", dice Conte alla fine dell'ennesima giornata passata a fare da spola tra Palazzo Chigi e l'unità operativa per l'emergenza coronavirus allestita nella sede della Protezione Civile. ​

Parole alle quali il premier aggiunge una ipotesi che suona come una minaccia: se non si dovesse riuscire a coordinare le azioni tra governo centrale e regioni, il premier è pronto a mettere sul piatto la revisione delle "prerogative delle Regioni".

Poteri sulla sanità in capo al governo

Quella a cui Conte sembra fare riferimento è la revoca della competenza, prevista dalla Costituzione, delle regioni sulla salute pubblica per accentrarla in capo al governo. Un concetto, poi, parzialmente rettificato da una nota di Palazzo Chigi in cui si sottolinea che il premier è "soddisfatto" della collaborazione con le regioni. 

"Il coordinamento tra i vari livelli istituzionali funziona molto bene  - ha ricordato - ed è fondamentale per riuscire a contenere nel migliore dei modi questa emergenza. Così è stato ad oggi e così, è l'auspicio, dovrà essere anche in futuro con tutte le regioni, con le quali bisogna essere pronti a creare iniziative ancora più coordinate laddove fosse necessario".

Faccia a faccia Conte-Renzi rinviato

E perché il messaggio arrivi forte e chiaro, Conte aggiunge che ci sono solo tre modi di fermare il virus: "Collaborare, collaborare, collaborare". Una linea su cui tutte le forze di maggioranza si trovano d'accordo, pur senza passare da vertici notturni o triangolazioni telefoniche: fonti della maggioranza riferiscono, infatti, che lo stop alle polemiche "è stata una linea dettata solo ed esclusivamente dal buonsenso".

Ed è questo stesso buon senso ad aver consigliato a Renzi e Conte di rinviare il faccia a faccia - previsto per mercoledì o giovedì - per fare chiarezza sul ruolo di Italia viva all'interno della maggioranza. L'incontro, spiegano le stesse fonti, non si terrà questa settimana ed è stato rimandato a data da destinarsi.

Salvini difende le Regioni

Ma se nella maggioranza le polemiche sono sopite, l'opposizione continua a 'bombardare' Conte e lo fa proprio sulle regioni. ​A guidare l'artiglieria è Matteo Salvini che, dopo aver definito l'atteggiamento del premier "sgradevole", sembra offrirsi come testa di ponte dei governatori in Parlamento. ​

"Un grande abbraccio di solidarietà e tutto il nostro sostegno a tutti i governatori, amministratori regionali e sindaci che stanno spendendosi senza sosta per contenere e combattere l'emergenza virus e su cui qualcuno, senza alcuna riconoscenza e per lavarsi la coscienza, vuole far ricadere colpe e responsabilità. A tutti loro un grazie, forza, ce la faremo".

Il caso Codogno e la 'sfida' della Lega

Salvini, poi, si sofferma sulle critiche mosse dal premier all'ospedale di Codogno, da dove sembra essere partita l'epidemia in Italia: "C'è stato un focolaio e da lì si è diffusa anche per una gestione non del tutto propria e secondo protocolli da parte di una struttura ospedaliera", sono le parole usate dal presidente del Consiglio. "I medici e il personale sanitario non meritano di essere trattati da untori".

Assieme a questo, però, Salvini offre al governo un pacchetto di proposte della Lega per fronteggiare l'emergenza. Una offerta che, però, ha il sapore della sfida se non della vera e propria provocazione. Perché si tratta di proposte che vanno in direzione diametralmente opposta a quella del governo. A cominciare dalla prima e più draconiana: la chiusura generalizzata delle scuole, che il premier sta cercando in tutti i modi di scongiurare.

Una ipotesi circolata anche in ricostruzioni di stampa che da Palazzo Chigi respingono così: "​La Presidenza del Consiglio smentisce le notizie che stanno circolando in queste ore su una presunta chiusura, per decisione del Presidente Conte, di tutte le scuole di ogni ordine e grado. Le decisioni e le misure adottate dal governo vengono comunicate esclusivamente attraverso i canali e le fonti ufficiali, alle quali si prega di far riferimento".