Chi è Maria Elisabetta Alberti Casellati, prima donna presidente del Senato
Chi è Maria Elisabetta Alberti Casellati, prima donna presidente del Senato

Chi è Maria Elisabetta Alberti Casellati, prima donna presidente del Senato

 Maria Elisabetta Alberti Casellati 
 Foto: Andreas SOLARO / AFP  -  Maria Elisabetta Alberti Casellati 
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Sempre al fianco di Silvio Berlusconi

 Maria Elisabetta Alberti Casellati 
Foto: Massimo Pinca/Sync / AGF  -  Maria Elisabetta Alberti Casellati 

Le su idee sulla famiglia

"Vogliamo una giustizia efficiente e certa, che significa tempi brevi nei processi. Le disfunzioni attuali del processo civile allontanano gli investitori e costano ai cittadini 16 miliardi di euro all’anno. Un danno pesante per l’economia e per le famiglie, che andremo ad eliminare. Vogliamo che siano perseguiti realmente i reati che provocano allarme sociale e vogliamo che le pene siano certe e scontate fino in fondo, perché nessuno possa pensare che il nostro sia il Paese dell’impunità, dove chi delinque comunque se la possa cavare"."Bisogna intendersi su quali siano i reati meno offensivi. Spesso sento parlare di microcriminalità per reati che 'micro' non sono. Se una pensionata viene derubata della sua pensione sociale, perde la sua sopravvivenza"."La difesa, lo voglio dire con forza, è sempre legittima. Chi viola una proprietà privata deve sapere che rischia una reazione sempre legittima. La legge attuale è insufficiente, va cambiata. Questo sarà il primo disegno di legge che presenterò, ove eletta, in Senato, perché è inaccettabile che la nostra sia una giustizia capovolta, nella quale chi è aggredito, chi è vittima e si difende in casa, chi lavora per proteggerci, debba poi difendersi anche in Tribunale. Avere giustizia significa attuare il primo dei diritti perché se la libertà è il maggior bene individuale, la giustizia è il maggiore bene sociale"."Dobbiamo liberarci non solo dall’oppressione giudiziaria, ma anche da quella fiscale e burocratica. Dobbiamo riorganizzare la macchina dello Stato secondo il principio della pari dignità fra la Pubblica Amministrazione e il cittadino, tagliando tutti gli adempimenti inutili, inserendo l’autocertificazione preventiva delle iniziative in ambito privato, evitando le lungaggini che disincentivano gli investimenti e tagliando le lunghe catene burocratiche, troppo spesso fonte di clientela e di corruttela"."Il reddito di dignità è la nostra risposta. Lo Stato pagherà una somma mensile per permettere ai meno abbienti di vivere dignitosamente. Inoltre, ci occuperemo della loro formazione con corsi specifici per inserirli nel mondo delle imprese. Aiuteremo anche i pensionati, abbandonati da questo governo, innalzando tutte le pensioni minime a 1000 euro".
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