"Fascisti!", scintille tra Pd e M5S

Multe ai dissidenti, proposta grillini finisce a colpi di insulti

"Fascisti!", scintille tra Pd e M5S
Beppe Grillo (imagoeconomica) 

Roma - "Fascisti!": la proposta del Movimento Cinque Stelle di multare i dissidenti del movimento scatena un acceso botta e risposta col Partito Democratico. Fra grillini e piddini volano gli insulti, con entrambi i fronti che si danno, a vicenda, dei fascisti.

PD ATTACCA, MULTE? ROBA DA FASCISTI- "I traditori saranno puniti, conferma il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio. Per ora espulsioni di massa nel M5S di Roma sulla base di supposizioni e multe da 150 mila euro, poi chissà. Sono linguaggi e strumenti che denotano una cultura fascista", attacca la senatrice Francesca Puglisi, della segerteria nazionale del Pd. 

GUERINI, SUBITO LEGGE SU PARTITI - A stretto giro interviene anche il vicesegretario del Pd, Lorenzo Guerini. L'idea di multare i dissidenti "rende urgente riaprire un confronto sull'articolo 49", afferma, interpellato dai cronisti in Transatlantico. Per Guerini "quella della multa pecuniaria, magari prevedendo anche una sorta di fideiussione sull'iscritto, e' una stupidaggine. Ma, al di la' di questo, credo che sia bene riaprire il confronto su quell'articolo. Il Pd aveva proposto di riformarlo, con un documento firmato da me, De Maria, Orfini e Stumpo, tutto il partito. Sarebbe bene riprendere da li'".

La proposta di legge prevede, fra l'altro, dei criteri che garantiscono la trasparenza del processo decisionale del soggetto politico, la presenza di uno statuto e il rispetto dei diritti della minoranza. Gli ultimi due, in particolare, concorrerebbero a lasciare il M5S fuori dal "perimetro dei partiti riconosciuti". I Cinque Stelle, pero', non sarebbero automaticamente esclusi dalle elezioni, ci tiene a precisare Guerini rispondendo a una domanda sul tema, "basterebbe prevedere piccoli aggiustamenti, come approvare lo statuto interno, che oggi non c'e'"

M5S REPLICA, "FASCISMO RENZIANO" - "Il vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini, meglio noto come il Cesare Previti di Renzi, ha dichiarato di voler approvare con urgenza la cosiddetta legge sui partiti. Ovvero, una controriforma 'ad castam' presentata dal Pd e fortemente voluta dal nominato premier che neutralizza il M5S, costringendo tutte le forze politiche ad adottare la forma partitocratica: se una simile norma liberticida venisse approvata, i cittadini a 5 stelle non potrebbero piu' partecipare alle elezioni", e' la dura replica del deputato M5S Riccardo Fraccaro.
"Il Pd vuole cancellare per legge l'alternativa di governo degli onesti, siamo al fascismo renziano", aggiunge l'esponente grillino. "Il provvedimento - prosegue - stabilisce che solo i partiti politici possano partecipare alle elezioni, dotandosi di statuto e acquisendo personalita' giuridica. Tutte le forze politiche devono quindi strutturarsi secondo il modello fallimentare della partitocrazia con segreterie, sezioni, tesorerie, congressi, tesseramenti fasulli. E' ovviamente prevista anche un automatismo tra forma-partito e accesso ai cosiddetti rimborsi elettorali: il Pd, insomma, vuole riformare tutte le forze politiche a sua immagine e somiglianza".

"Il M5S - rivendica - e' una libera associazione di cittadini. Non e' un partito politico ne' si intende che lo diventi in futuro. Non ideologie di sinistra o di destra, ma idee. Vuole realizzare un efficiente ed efficace scambio di opinioni e confronto democratico al di fuori di legami associativi e partitici e senza la mediazione di organismi direttivi o rappresentativi, riconoscendo alla totalita' dei cittadini il ruolo di governo ed indirizzo normalmente attribuito a pochi. Con la legge partitocratica del Pd questo principio fondante verrebbe abolito, e con esso di fatto lo stesso MoVimento 5 Stelle. Ecco quanta paura fa al sistema dei partiti la libera associazione dei cittadini onesti. Il Pd - conclude - dovra' assumersi la responsabilita' di lasciare milioni di cittadini senza rappresentanza, con tutto cio' che ne conseguira' in termini politici e sociali. Non ci fermeranno".

GUERINI RIBATTE: "Ma quale fascismo? E' la Costituzione. Precisamente l'articolo 49. I Cinque Stelle studino la Costituzione e il diritto parlamentare", ha ribattuto il vicesegretario Pd, Lorenzo Guerini.