Il M5s è disposto a dialogare con il Pd. Ma a una condizione

Forte del successo elettorale, Di Maio punta al governo. E dovrà sedersi al tavolo con gli altri

Il M5s è disposto a dialogare con il Pd. Ma a una condizione
Agf 
Beppe Grillo e Luigi Di Maio (Agf) 

Soddisfatti per il successo elettorale i 5 stelle non si accontentano di essere il primo partito, per di più con percentuali così alte. E pensano già al dopo. L'orizzonte di governo continua ad essere l'unico contemplato. Anche se nelle dichiarazioni ufficiali non c'è spazio per ragionamenti su alleanze o simili, Luigi Di Maio sa bene che adesso inizia quella che sarà una vera partita a scacchi. L'unica cosa certa, e detta chiaramente da Alessandro Di Battista, è che "tutti quanti dovranno venire a parlare con noi" e questo "nei prossimi giorni, nelle prossime settimane".

La strategia dei Cinque Stelle

Secondo quanto si apprende in ambienti M5s autorevoli, la strategia sarà trasparente e corretta istituzionalmente. Il che significa che intanto si rispetterà assolutamente il ruolo e le prerogative del capo dello Stato che, in base ai risultati definitivi, dovrà decidere a chi dare l'incarico di governo. Ma i 5 stelle si sentono forti di un risultato che - almeno fino ad ora - non può certo farli mettere in un angolo. Le trattative con gli altri partiti ci saranno ma, così' viene spiegato, tutto "alla luce del sole" e soprattutto sulla base dei programmi.

Ma c'è un elemento che potrebbe aiutare nel dialogo con il centrosinistra, secondo quanto riferisce una fonte autorevole del Movimento, e cioè l'ipotesi di un passo indietro di Matteo Renzi: così, viene spiegato, i 5 stelle potrebbero trovare "un'intesa programmatica" con il centrosinistra per riequilibrare il peso rispetto a quello della destra. Anche se, prosegue il ragionamento dentro M5s, tutto dipenderà dall'esito finale e da quale consenso prenderanno alla fine la Lega e Forza Italia.

"Nessuno potrà governare senza di noi"

Al momento, l'unica certezza come dice anche Riccardo Fraccaro, deputato fidato di Luigi Di Maio e già indicato come possibile ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta, è che "nessuno potrà governare senza il Movimento 5 stelle: solo un governo M5s potrà dare un programma reale a questo paese. Ci prendiamo la responsabilità di farlo e lo facciamo con un metodo diverso, parlando di contenuti". Quindi, spiega, l'obiettivo è "parlare con tutte le forze politiche di contenuti". E se è vero che il leit motiv di tutta la campagna elettorale è stato quello del 'no a scambi di poltrone', è anche vero che tra le righe si legge una disponibilità sul fronte delle presidenze delle Camere. Ancora Fraccaro infatti sottolinea che "la presidenza della Camera è un ruolo super partes e saranno i parlamentari a decidere quale sarà la figura che potrà rappresentarli al meglio come figura super partes". Che tradotto significa che M5s non si impiccherà su questo fronte, avendo come unico e prioritario obiettivo quello di governare. Anche perché c'è chi nota che non si puo' disperdere un risultato così alto e che bisogna farlo 'fruttare' arrivando a Palazzo Chigi. 



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