Perché i 5 Stelle puntano tutto sulla presidenza della Camera

Dal giorno dopo le elezioni Di Maio non ha mai nascosto che al Movimento spetta una delle due presidenza. E quella della Camera può realizzare un vecchio cavallo di battaglia dei pentastellati

Perché i 5 Stelle puntano tutto sulla presidenza della Camera 
 (Afp)
 Luigi Di Maio

Partita ancora tutta da giocare sulle presidenze delle due Camere, primo step delle future prove di dialogo per la formazione di una maggioranza di Governo. Il Movimento 5 Stelle ha iniziato oggi a sondare le altre forze politiche, rivendicando, da primo partito, la presidenza di Montecitorio. Ma anche la Lega punta, secondo quanto si apprende, ad avere la titolarità di uno dei due rami del Parlamento e ancora lontana resta la possibilità di un accordo fra i due principali 'competitor' usciti dalle urne delle ultime elezioni politiche, che sono M5s e il centrodestra.

Trasparenza e metodo per eleggere le due cariche di garanzia sono i due pilastri sui cui la tattica del Movimento si è fin qui mossa, senza nascondere il proprio obiettivo: la presidenza di Montecitorio per realizzare subito l'abolizione dei vitalizi dei parlamentari, cavallo di battaglia dei 5 stelle. Non c'è ancora nulla di certo, nessun accordo, riferisce una fonte parlamentare e c'è chi definisce questi primi incontri ancora una fase di tattica post elettorale.

Nessun nome e nessuna rosa di 'papabili' viene in questo momento azzardata, né sulla Camera né sulla presidenza del Senato, dove siederà la seconda carica dello Stato. Negli incontri "abbiamo parlato del metodo" e "abbiamo presentato la nostra richiesta di avere la presidenza della Camera. è giusto che vada al Movimento 5 stelle per rispettare la volontà popolare che l'ha indicata come prima forza politica vincitrice delle elezioni" ha ribadito Danilo Toninelli, capogruppo in pectore del Senato. "Vogliamo che alla Camera si parta con la delibera sui vitalizi" ha aggiunto, spiegando di aver indicato che "le presidenze, a differenza degli ultimi 20 anni, vanno svincolate dalla formazione del governo".

Toninelli e Giulia Grillo, indicata come presidente dei deputati a 5 Stelle, hanno visto anche il leader di Leu, Pietro Grasso, il segretario reggente del Pd, Maurizio Martina, il capogruppo di FI alla Camera, Renato Brunetta e hanno avuto un confronto con le altre forze del centrodestra. "Un primo incontro interlocutorio quello che abbiamo avuto oggi con i rappresentanti del Movimento 5 Stelle che riguardato il percorso per le presidenze delle Camere", ha scritto Lorenzo Guerini, coordinatore della segreteria Pd, dopo aver incontrato i 5 Stelle assieme a Martina.

"Un primo sguardo d'orizzonte sul metodo da seguire e sulla necessità che si ragioni di profili autorevoli e di garanzia", prosegue: "un confronto che dovrà proseguire nella prossima settimana prima di arrivare a qualsiasi approdo", ha confermato. E Matteo Salvini, leader della Lega, ha guardato anche oltre: nessuna chiusura di Silvio Berlusconi al Movimento, si sta ragionando sui programmi, ha detto, infatti, da Modena.

Per tornare ai nomi che circolano in questi giorni, nessuna conferma viene data su Emilio Carelli, una delle ipotesi in campo, e c'è chi esclude che a Montecitorio possano essere candidabili i deputati che sono stati indicati nella squadra dei futuri ministri da Luigi di Maio. 



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