"Fake news? Mai beccato un soldo, siamo lo specchio di un Paese arrabbiato"

Marco Mignogna, l'uomo dietro i siti pro Lega e M5s messi nel mirino dal Nyt​, parla al Mattino

"Fake news? Mai beccato un soldo, siamo lo specchio di un Paese arrabbiato"

È lui l'uomo al centro della polemica sulle fake news. Marco Mignogna, il web designer quarantaduenne di Afragola che ha creato una rete di siti e pagine Facebook a sostegno della Lega e del Movimento Cinque Stelle accusati dal Pd di fare disinformazione a suo danno. Il Carroccio replica di aver ricorso a lui solo per la creazione della pagina del movimento Noi Con Salvini, mentre i pentastellati negano di conoscerlo e  spiegano di non avere alcun legame con la galassia di pagine a loro favore. A portarlo alla ribaltata è stato il New York Times, secondo il quale dietro di lui ci sarebbe addirittura la Russia.  In un'intervista al Mattino, Mignogna nega però di avere finanziatori, né italiani né stranieri e sostiene che a muoverlo sono solo le sue idee politiche.

"Il mio è solo un hobby, sono un libero cittadino"

"Mi hanno fatto passare per il mostro del web, per un asservito a potenze straniere, ma io non ho mai preso un euro da partiti o organizzazioni politiche. Il mio è un hobby. Ho solo la colpa di aver aperto dei siti internet, alcuni di questi hanno avuto successo, ed è per questo che lo staff di Salvini mi ha contattato per collaborare alla creazione del suo blog, ma l’ho fatto da simpatizzante e senza beccare un soldo", racconta al quotidiano napoletano, "io sono un libero cittadino che non ha mai avuto una tessera di partito e, ad esempio, non ho mai avuto alcun rapporto diretto con il Movimento 5 Stelle, non sono mai stato iscritto neppure alle loro piattaforme web, anzi con i leader grillini non mi sono scambiato neppure messaggi sui social. Sono un appassionato di informatica e di marketing e quindi ho iniziato a creare quasi per esperimento dei siti che altro non sono che aggregatori di notizie. Prendo articoli da altri siti web, citando la fonte, ma cambio il titolo per dargli maggiore interesse".

Ma quanto guadagna Mignogna da questi siti che, nella migliore delle ipotesi, sono macchine da clickbaiting per incassare denaro con la pubblicità? "Non si tratta di cifre astronomiche e in ogni caso mi permettono di arrotondare per mantenere la mia famiglia in maniera dignitosa senza lussi". E i codici Adsense identici, che hanno portato i dem a parlare di un'unica regia che unisce leghisti e grillini? "È stata una svista non aver collocato il codice Adsense corretto nel sito di Noi con Salvini. E da lì è nato tutto. Ma sa quanto hanno guadagnato su quel sito i banner? In due anni esattamente 68 euro, cifre da capogiro".

"Questo è lo specchio di un Paese arrabbiato"

A una domanda sulle sue simpatie politiche, Mignogna spiega di aver sostenuto in passato il Movimento Cinque Stelle per poi rivolgere le sue simpatie a Salvini, una volta affievolitesi le posizioni anti euro di Grillo. Il Carroccio lo ha "chiamato per collaborare alla creazione del loro sito, perché aveva avuto molto successo l'apertura della mia pagina Sud con Salvini. Ho lasciato la gestione dei siti dei 5 stelle ad altri pur essendone ancora il proprietario. Io controllo solo che non vengano postati contenuti offensivi o falsi. Ad esempio, pubblicare la foto della Boschi a un funerale dicendo che fosse quello di Riina è una cosa che non avrei mai potuto fare. La maggior parte delle notizie che pubblico provengono da altre testate, io cambio solo i titoli per dare un effetto maggiore". Ma siti come i suoi non inquinano il dibattito democratico? "Se pubblichiamo notizie che parlano alla pancia dei cittadini, questo è anche lo specchio di un Paese arrabbiato e che non è democratico".
 



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