Cosa ha scoperto il New York Times sul rischio fake news in Italia

Dopo Buzzfeed anche l'autorevole quotidiano della Mela dedica un articolo al rischio fake news in Italia in vista della campagna elettorale. Nel mirino un link tra alcuni siti pro Matteo Salvini e pro M5s

Cosa ha scoperto il New York Times sul rischio fake news in Italia
 (Afp)
 New York Times

Il New York Times ha dedicato una lunga inchiesta al rischio esposizione del nostro Paese a campagne di fake news finalizzate al condizionamento delle opinioni degli elettori in vista delle prossime politiche. L’articolo del corrispondente per l’Italia Jason Horowitz considera il nostro Paese come un "probabile obiettivo" della strategia di destabilizzazione che ha già influenzato gli elettori olandesi, francesi e, come si è scoperto, anche inglesi durante le ultime tornate elettorali. Ma il Times addirittura definisce l'Italia  l'“anello debole”, potenzialmente in grado di mettere a rischio l’integrità dell’Unione già seriamente minata negli ultimi anni (La Repubblica).

L’inchiesta del Times parte da un report che arriva da Ghost Data, società che fa capo al consulente di Matteo Renzi sulla cybersecurity Andrea Stroppa, esperto di cyber security. Lo studio condiviso da Stroppa che, si scopre oggi, è lo stesso che ha imbeccato BuzzFeed News sull’inchiesta di qualche giorno fa su un’altra galassia di siti poco attendibili, mette in luce una serie di legami e connessioni tra piattaforme online orientate ad alimentare la protesta da parte di gruppi anti-establishment e fortemente critici con la classe politica.

Tra i siti in questione, si legge sul Times, diversi sarebbero riconducibili ad attivisti vicini alla Lega Nord di Matteo Salvini e al Movimento 5 Stelle, accomunati da una forte retorica anti establishment che declinerebbero su siti che fanno propaganda per partiti diversi, ma che usano gli stessi temi.

Scendendo nei dettagli pubblicati dall’autorevole quotidiano di New York, la pagina ufficiale del movimento Noi con Salvini condividerebbe lo stesso codice identificativo per la pubblicità di Google (Google adsense) di una pagina web a supporto del M5s. Il codice è quello che serve a tracciare il traffico web a fini di pubblicità, sarebbe riscontrabile anche in siti web di “gruppi cospirazionisti” e ancora in altri “a favore di Vladimir Putin e della Russia”: IoStoConPutin.info e mondolibero.org. 

Questo però non vuol dire che le persone siano necessariamente le stesse, spiega l'articolo. Anche perché Google si è rifiutata di fornire dettagli sul nome dietro l'account. Ma è possibile anche che “l’architettura di un sito sia stata ripresa per adattarvi differenti contenuti”. Nel caso di specie non è stato possibile avere un chiarimento poiché gli amministratori delle pagine in questione non hanno risposto alle richieste di spiegazioni.

Da Noi con Salvini dicono di non sapere nulla. Luca Morisi - spiega La Repubblica - digital philosopher di Matteo Salvini - non ha voluto commentare. Dal M5s spiegano che, essendo pagine create da fan, non possono essere legate al movimento. Sulle pagine in questione ci sarebbero, secondo quanto riportato da Repubblica, fake news contro Laura Boldrini e Maria Elena Boschi (tra qui quella famosa sulla falsa foto che le vede presenti ai funerali mai celebrati di Riina) ma anche Cecile Kyenge che avrebbe assunto sua figlia al ministero per 15mila euro al mese  (la foto della presunta figlia è in realtà della cantante Rihanna). Secondo le indiscrezioni del New York Times, Facebook sarebbe pronto a schierare una task force tutta italiana per vigilare sulla diffusione delle bufale sulla piattaforma.



Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a dir@agi.it