Le sardine non vogliono essere paragonate al M5s

"La nostra idea" dice Mattia Santori, "è che quella di un partito non sia la direzione giusta. Vogliamo continuare ad avvicinare persone alla politica e adesso è evidente che non lo si può fare attraverso un partito".

manifestazione sardine bologna
Danilo Garcia Di Meo / AGF
La manifestazione delle Sardine a Bologna il 19 gennaio 2020

No alla trasformazione in partito e nessun paragone con il 'primo' Movimento 5 stelle, a parte la città del 'debutto', ovvero Bologna: sono le linee tracciate da Mattia Santori, leader delle Sardine, in vista dell'incontro nazionale in programma il prossimo 8 marzo.
 

Santori ha conversato con i giornalisti a margine della manifestazione organizzata a Bologna in piazza VIII Agosto: "La nostra idea - ha spiegato - è che quella di un partito non sia la direzione giusta. Vogliamo continuare ad avvicinare persone alla politica e adesso è evidente che non lo si può fare attraverso un partito".

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Quanto a M5s, Santori ha ricordato uno dei primi concetti espressi dalle Sardine: "Stiamo vicini ai politici soprattutto a chi lavora bene e cerca, in questo marasma, di portare un pensiero complesso. Da qual momento - ha precisato - abbiamo testimoniato che non siamo il populismo dei 5 stelle della nascita". Inoltre, come osservato da Andrea Garreffa, uno dei quattro fondatori bolognesi delle Sardine, "l'atto fondativo dei 5 stelle" cioè il 'Vaffa' "fu un insulto e noi non ci riconosciamo in questo tipo di linguaggio".

Obiettivo raggiunto per le sardine che hanno riempito piazza VIII Agosto, nel centro di Bologna. Per l'evento sono stati raccolti 70 mila euro con il crowdfunding che chiude ufficialmente la mobilitazione sul territorio in vista delle elezioni regionali in Emilia-Romagna.  "Anche questa è una piccola rivoluzione culturale e politica. Siamo riusciti a fare uno spettacolo politico e sociale con i soldi di tutti, senza avere bisogno di alcun finanziamento russo o di provenienza strana" ha detto Santori ringraziando i quasi 4 mila sostenitori che hanno permesso con le loro donazioni nella raccolta fondi, "Organizzare questa serata è stata una sfacchinata incredibile, ma ne è valsa la pena".

"Avevamo una grande energia da poter sfruttare. Avevamo la possibilità di spendere molti soldi per fare, ad esempio, sponsorizzate su Fb o sul web invece - ha spiegato Santori - abbiamo deciso di rimanere nel reale e di farlo organizzando un grande evento culturale con tanti musicisti. Voleva essere una grande festa abbiamo scelto piazza VIII Agosto perché è una piazza molto più grande e più facile da gestire di piazza Maggiore, ma potevamo andare in una piazza grande il doppio".

Santori ha poi specificato che "noi non vogliamo dare lezioni a nessuno, non siamo qui per indicare chi votare. Siamo qui semplicemente per dire che se noi siamo riusciti a fare questo senza un soldo, partendo da una piccola cucina che abbiamo condiviso per anni, vuol dire che c'è davvero tanta speranza e c'è tanto margine di miglioramento".

"Siamo tornati a fare politica, a dire la nostra, perché i corpi non sono manipolabili e neanche i cervelli. I nostri non lo saranno mai. Semplicemente non eravamo uniti, oggi lo siamo e abbiamo creato un'onda inarrestabile"



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