Il 'caso Fontana' che agita il governo

Il M5s si scaglia contro il presunto patrocinio del governo al Congresso Mondiale delle Famiglie, sostenuto dal ministro leghista della Famiglia. Palazzo Chigi smentisce: "Nessuna richiesta, è un'iniziativa personale". Ma l'episodio apre un altro fronte nell'esecutivo. Articoli di Corriere e Fatto

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  Foto: AGF
 Lorenzo Fontana (Lega) 

Nuovo fronte di scontro tra M5s e Lega. Il 'casus belli' stavolta è il Congresso Mondiale delle Famiglie che si terrà a Verona dal 29 al 31 marzo, iniziativa organizzata dall'Organizzazione Internazionale per la Famiglia oltre che, tra gli altri, da ProVita Onlus e dal Comitato Difendiamo i Nostri Figli. Evento che rimanda a quel popolo del Family Day che nel 2007 e poi l'ultima volta nel 2016 era sceso in piazza per opporsi all'estensione di alcuni diritti alle coppie omosessuali. "La manifestazione riunirà nella città dell’Arena diverse sigle pro life e anti-LGBTQ+ oltre ad associazioni cattoliche integraliste, ortodosse ed evangeliche, tutte unite dalla promozione dei valori cristiani, la contrarietà all’aborto, la condanna dell’omosessualità, la battaglia contro la pornografia ed una visione restrittiva dei diritti e del ruolo della donna", scrive il Corriere. E a sostenerla in prima persona è il ministro della Famiglia, Lorenzo Fontana.

L'evento vedrà la partecipazione di diversi politici italiani oltre a Fontana, scrive il Fatto, come "il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, la leader di Fratelli D’Italia Giorgia Meloni, oltre al ministro dell’Interno e vicepremier Matteo Salvini e al presidente del Parlamento Europeo, Antonio Tajani. A loro si aggiungono il governatore della Regione Veneto, Luca Zaia e il sindaco di Verona, Federico Sboarina".

Buffagni: "Nostalgia di un periodo oscuro"

Ad accendere la miccia oggi sono le parole dure, scritte nere su bianco su Facebook, dal sottosegretario agli Affari Regionali, Stefano Buffagni (M5s), braccio destro del vicepremier Luigi Di Maio, che non esita a parlare di 'periodo oscuro' e Medioevo: "C'è stato un tempo in cui le donne più emancipate e gli omosessuali venivano bruciati sui roghi. Pare qualcuno abbia nostalgia di quel periodo oscuro. Non io! Le famiglie sono il fondamento della nostra società, le donne sono una risorsa inestimabile della nostra società e chi non le vuole lavoratrici vuole tornare al Medioevo". E posta sul web una 'card' per censurare il presunto "patrocinio del governo" all'iniziativa.

Palazzo Chigi parla di "iniziativa personale"

Patrocinio che viene immediatamente smentito da Palazzo Chigi: "La Presidenza del Consiglio non ha mai ricevuto nessuna richiesta di patrocinio per il 'World congress of families', in programma a fine marzo a Verona, né quindi ha potuto mai concederlo. Si tratta - viene precisato in una nota - di una iniziativa autonoma del ministro per la Famiglia, Lorenzo Fontana, attraverso procedure interne agli uffici e che non hanno coinvolto direttamente la Presidenza del Consiglio". Ma a prendere nettamente le distanze è anche Vincenzo Spadafora, sottosegretario M5s alle Pari opportunità, che interpellato dall'AGI mette i puntini sulle i: "Ciò che mi fa arrabbiare è il tentativo di accomunarci alla Lega, ma io rigetto tutti i tentativi di accomunarci alle loro posizioni. Noi sui temi dei diritti siamo diversi da loro, che portano avanti delle idee che non sono le nostre e che non avranno mai M5s dalla loro parte. Finché ci sarà questo governo, con questo Contratto di governo, non si dirà mai sì ad un arretramento culturale del paese".

Spadafora, tra l'altro, spiega che "la precisazione di Palazzo Chigi conferma ciò che avevo già detto informalmente al tavolo delle associazioni Lgbt due settimane fa. Durante quell'incontro - sottolinea - le associazioni avevano lamentato questo patrocinio della Presidenza e avevo già rassicurato che non era un patrocinio della Presidenza ma che era un'iniziativa del ministro Fontana. Il che - tiene a puntualizzare - sicuramente non sminuisce la portata della cosa ma conferma il fatto che nel governo sul tema dei diritti ci siano sensibilità diverse". Allo stesso tempo, insiste il sottosegretario M5s, "c'è una netta determinazione da parte nostra, e mia in primis che da sottosegretario ho la delega, a salvaguardare anni di sfide e di battaglie per l'affermazione dei diritti di tutti. Sicuramente il patrocinio su Verona ci aveva lasciato estremamente perplessi, soprattutto per la partecipazione a quel convegno di esponenti politici che nei loro Paesi portano avanti campagne palesemente discriminatorie e fuori da ogni tempo" conclude.

"Meglio il Medioevo", ribatte Pillon

Insomma, chiarisce Spadafora, anche se la Lega avanza sue proposte, su questi temi non avranno mai il via libera. Controversia che ricorda quella già scoppiata sul ddl Pillon sull'affido condiviso: "Ddl che non vedrà mai la luce" assicura ancora il sottosegretario M5s. Anche se - a proposito del Medioevo tirato in ballo da Buffagni - è lo stesso senatore della Lega Simone Pillon a non lasciar cadere e ad affidare, sin da ieri, alla propria pagina Facebook il suo pensiero su questi temi: "Il medioevo ci ha lasciato arte, poesia, cultura, campanili che indicano il cielo e tanto nutrimento per l'anima. La nostra epoca tanto evoluta cosa lascerà? Cumuli di rifiuti, pessima pseudo arte, colate di cemento, tanto inquinamento e magari bambini comprati su Internet e cresciuti senza mamma, senza papà e senza anima". Insomma, "meglio il Medioevo".

Ad ogni modo, non è la prima volta che le posizioni del ministro Fontana 'agitano' le acque del governo. Aveva già fatto discutere, sin dai primi giorni dalla nomina a ministro, quando si disse contrario alle famiglie 'arcobaleno' con genitori dello stesso sesso e al riconoscimento dei figli delle coppie gay. 



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