Conte ha ammesso che La tassa sul no-profit è stata un errore

Dopo le polemiche sul raddoppio dell'Ires per le associazioni di volontariato e assistenza, Di Maio promette una revisione della norma con un provvedimento a gennaio

ires no profit manovra
Nicola Marfisi / AGF 
 Operazioni di assistenza notturna a clochard, senzatetto e tossici.

È la tassa sulle Onlus a tenere banco nella giornata in cui la commissione Bilancio della Camera lavora sulla manovra, ormai prossima al giro di boa dell'approvazione definitiva, da qui a sabato.

A difendere la norma che riguarda l'Ires per gli enti no profit stamattina era stata la viceministro all'Economia Laura Castelli, che aveva spiegato: "Noi tassiamo i profitti delle no profit, mica tassiamo i soldi della beneficenza!". Ma nel giro di poche ore i vertici del governo sono intervenuti sulla misura contestata dalle opposizioni e finita al centro di una polemica montante, per assicurare che al più presto verrà modificata. Fino alle parole di Giuseppe Conte in conferenza stampa di fine anno: è stato un errore e sarà corretto.

"Devo assumermi le mie responsabilità" ha detto "Quando si commette un errore e lo si riconosce, bisogna anche ammetterlo. Stavamo risistemando l'ultima fisionomia della manovra e, tra le ipotesi al vaglio, si è pensato anche ed è stata proposta questa soluzione che mi è sembrata plausibile, valutando anche altre misure".

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"Quando si ragiona di non profit, non va dimenticato che noi abbiamo varato il codice del Terzo Settore, frutto di una legge delega del governo precedente, con un regime di agevolazioni del settore non profit. Ho pensato che, nell'equilibrio delle varie misure, questa potesse essere una misura che in termini di sistema potesse tenere, compensata da altre misure", ha aggiunto Conte. "La riflessione successiva, dopo alcune grida d'allarme, con i ministro Di Maio e Salvini, abbiamo pensato di metterci intorno a un tavolo per definire meglio un intervento in questa direzione. Mi assumo io questa responsabilità, non sono riuscito a valutare tutte le implicazioni. Valuteremo come ricalibrare quella misura in contraddittorio con le realtà del Terzo settore. Non era nostra intenzione mortificare il Terzo Settore", ha concluso Conte.

A prendere per primo posizione era già stato il ministro dello Sviluppo Economico: "Quella norma va cambiata nel primo provvedimento utile. Si volevano punire coloro che fanno finto volontariato e ne è venuta fuori una norma che punisce coloro che hanno sempre aiutato i più deboli". "Non possiamo intervenire nella Legge di Bilancio perché si andrebbe in esercizio provvisorio. Ma prendo l'impegno di modificarla nel primo provvedimento utile. Inoltre, abbiamo sentito la comunità dei Frati di Assisi, che ringraziamo per il loro instancabile impegno, e li incontreremo quanto prima", aveva annunciato in una nota.

A gennaio un intervento ad hoc

Subito dopo si pronuncia anche il presidente del Consiglio, via Facebook. Conte indica la direzione da seguire: "Le iniziative di solidarietà degli enti non profit, anche alla luce del principio di sussidiarietà, rappresentano uno strumento essenziale per un'efficace politica di inclusione sociale e di effettiva promozione della persona. Il governo ha ben presente tutto questo e al Terzo settore sin dall'inizio ha dedicato grande attenzione. Per questo in merito alla norma sull'Ires formulata nella legge di Bilancio attualmente in discussione alla Camera dei Deputati, provvederemo quanto prima, a gennaio, a intervenire per riformulare e calibrare meglio la relativa disciplina fiscale", dichiara.

Contro "i furbetti" ma a difesa del volontariato si schiera il leader del Carroccio: "Dopo aver incontrato e ascoltato tanti presidenti ed associazioni - ha detto Salvini - garantisco l'impegno del governo ad intervenire per aiutare le tante associazioni di volontariato che utilizzano solo a scopi sociali i loro fondi, ci sarà invece massimo rigore con i 'furbetti' che fanno altro". Ma l'opposizione non molla e Mara Carfagna, ad esempio, su Facebook attacca: "Da dove vengono fuori le norme? Chi le scrive? E chi parla a nome del Governo?". Un'iniziativa più diretta arriva dal Pd che domani, come aveva annunciato, presenterà un ricorso alla Consulta contro una manovra "approvata fuori dall'ordinario percorso parlamentare", denuncia Richetti. 



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