Il carcere per i grandi evasori resta irrinunciabile per Luigi Di Maio

Il leader Cinquestelle e ministro degli Esteri scrive un post su Facebook. "Per noi questo è un punto fermo, irrinunciabile"

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ELIANO IMPERATO / CONTROLUCE
Luigi Di Maio

"Credo che per cambiare il Paese sia indispensabile muoversi sempre con priorità. Per il MoVimento 5 Stelle di priorità da inserire in legge di bilancio ce ne erano diverse, come l'assegno unico familiare, gli investimenti green, il mantenimento di Quota 100, l'abolizione del super ticket. Ognuna di queste misure sarà dentro la manovra e lo considero un ottimo risultato. C'è poi un altro capitolo, fondamentale, che è la lotta all'evasione. Su questo fronte le teorie sono diverse, ma i fatti ci dicono che fino ad oggi abbiamo visto uno Stato fare sempre il forte con i deboli e il debole con forti. Bisogna cambiare registro. Lo Stato deve fare lo Stato con chi in questi anni ha nascosto centinaia e centinaia di migliaia di euro in qualche paradiso fiscale, a danno di tutti gli italiani onesti. Contro queste persone bisogna alzare la voce, farsi sentire ed essere duri, andando oltre le consuete multe di circostanza e introducendo il carcere. Ecco, il carcere ai GRANDI EVASORI: per noi questo è un punto fermo, irrinunciabile".  Lo scrive su Facebook il leader M5s e ministro degli Esteri, Luigi Di Maio.

Di Maio prosegue nel suo post: "Poi per carità, ogni altro strumento utile a combattere l'evasione fiscale è ben accetto. Va bene il pos, va bene il tetto al contante, va bene tutto, però lasciatemi dire che ogni misura va adeguata alle peculiarità dell'economia italiana, al nostro tessuto economico/commerciale. Le cose vanno fatte con intelligenza e senza lasciarsi andare in slogan o campagne mediatiche. Perché un conto è la lotta all'evasione, che il MoVimento per primo porta avanti da anni, e un conto è fare regali alle banche o alle multinazionali”.

Per il ministro Conquestelle tutti devono rispettare la legge. Mi sembra ovvio, anche perché se non la rispetti paghi, ma ora non mi si venga nemmeno a dire che il problema dell'economia italiana sono coloro che l'economia italiana la tengono in piedi. Non mi si venga a dire che la colpa e' di parrucchieri, idraulici, commercianti, elettricisti e chi più ne ha più ne metta. È troppo facile prendersela con chi si spezza la schiena ogni giorno e a stento riesce ad arrivare alla fine del mese, senza potersi nemmeno prendere un giorno di malattia. Quindi capiamoci e concentriamoci sulle priorità. La priorità, oggi, è dare un segnale diverso dal passato e colpire i pesci grossi, colpire chi ha messo il Paese in ginocchio. Tutto il resto sono elementi in più che vanno ponderati insieme alle diverse categorie: dagli autonomi alle associazioni di riferimento. Poi sarà il Parlamento, sovrano, ad avere l'ultima parola".



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