Il governo fa quadrato di fronte alla minaccia di procedura di infrazione dell'Ue

Gli occhi sono tutti puntati sul ministro dell'Interno che da settimane mette in discussione l'obiettivo del 3% nel rapporto deficit/Pil. Al momento si esclude una manovra correttiva 

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 Afp
 Di Maio, Conte e Salvini 

Il governo M5s-Lega fa, momentaneamente, 'quadrato' di fronte alla minaccia della commissione europea di aprire una procedura di infrazione all'Italia per deficit eccessivo. L'annuncio della proposta di procedura arriva nella mattinata e la reazione di Giuseppe Conte, Matteo Salvini e Luigi Di Maio, e del ministero dell'Economia è coordinata.

Prima che sia resa pubblica, i due vicepremier - viene riferito - leggono la dichiarazione con cui la Presidenza del Consiglio garantisce che saranno rispettati i i vincoli, che con l'Ue è in atto un "dialogo costruttivo" e stima un rapporto deficit/Pil al 2,1% per il 2019. E - spiegano fonti governative di entrambi i partiti - nell'esecutivo il "dialogo sul tema è costante, molto attento e sfiora la condivisione".

Gli occhi sono tutti puntati sul ministro dell'Interno che da settimane mette in discussione l'obiettivo del 3% nel rapporto deficit/Pil. "Salvini - viene precisato da fonti leghiste - non ha alcuna intenzione di fare le barricate contro l'Europa, al di là delle dichiarazioni da comizio. Non spingerà per la violazione delle regole, chiaramente, a patto, però, che non vi siano tabù".

Mentre tutti nel governo escludono l'ipotesi di una manovra correttiva, si guarda ovviamente già alla manovra d'autunno. Il vicepremier leghista - viene spiegato - rifiuterà ogni ipotesi di 'manovra lacrime e sangue' imposta dall'Ue e chiederà maggiore flessibilità nei vincoli. Ma non ha alcuna intenzione reale di andare allo scontro con le istituzioni europee, malgrado i proclami.

Occorre quindi vedere come questo si potrà coniugare con gli ambiziosi obiettivi di spesa che si pongono i leghisti: ovvero la promessa di abbassare le tasse, che Salvini vorrebbe onorare con un intervento di estensione della flat tax alle famiglie (spesa stimata 30 miliardi di euro). Ma le dichiarazioni sono per ora rassicuranti. "L'obiettivo programmato lo stiamo raggiungendo", i conti "saranno diversi" da quelli stimati dalla Commissione europea, scandisce Conte da Hanoi, in Vietnam. "Sono moderatamente ottimista", sottolinea il premier. "I mercati hanno reagito bene", tranquillizza Giovanni Tria.

"È molto seccante che ogni giorno si trovi un motivo diverso per parlare male dell'Italia e di questo governo", scrive su Facebook Di Maio. "Sono anni che diamo senza ricevere, o che riceviamo meno di quanto ci spetterebbe, anni che siamo totalmente ignorati sulla questione migranti, ad esempio. Ci lasciano tutto il peso e, come se non bastasse, poi ci fanno pure la morale. Così non va bene, così è troppo facile", continua. Il vicepremier pentastellato poi difende la misura 'targata Lega', contestata dall'Ue. "Non è concepibile che un Paese con sei milioni di disoccupati reali e migliaia di aziende che producono sotto il loro potenziale venga messo in croce perché vuole investire sulla crescita, il lavoro e la riduzione delle tasse".

"Gli italiani e i miei figli vengono prima di Bruxelles", afferma Salvini promettendo che 'quota 100' non sarà toccata. "Conte ha la mia totale fiducia. Ovviamente il voto degli italiani chiede un cambio di marcia in Europa. Basta guardare i numeri. è chiaro che la politica dei tagli e della precarietà porta la gente ad essere disoccupata. Noi vogliamo gentilmente chiedere all'Europa di usare per gli italiani i soldi degli italiani sotto forma di diminuzione delle tasse".

Al Colle monitorano con grande attenzione la situazione e l'evolversi della trattativa, hanno registrato l'ammorbidimento dei toni da parte degli esponenti del governo M5s-Lega e attendono i prossimi passaggi europei. Da tempo è nota la preoccupazione del presidente per l'andamento dell'economia reale e dei conti pubblici, sottolineata anche durante i recenti colloqui con il premier Conte e il vicepremier Di Maio.

In merito agli incontri ancora in calendario, c'è grande attesa per il faccia a faccia Salvini-Di Maio dopo la telefonata di chiarimento, avvenuta ieri. Il ministro dell'Interno ha dato come disponibilità domani e dopodomani e la data giusta potrebbe essere proprio domani, visto che il giorno seguente non si dovrebbe tenere la riunione del Consiglio dei ministri slittata alla prossima settimana e che quindi Salvini potrebbe rimanere al Centro-Nord (domani sera sarà già a Prato per un comizio). Sempre domani è aperta la finestra per un eventuale passaggio del leader della Lega al Quirinale dopo che Sergio Mattarella nei giorni scorsi ha ricevuto Conte e Di Maio. Ma nessuno di questi incontri viene al momento confermato come fissato.

Altro giorno da cerchiare in rosso nel calendario è lunedì, quando si riunirà, in via Bellerio a Milano, il consiglio federale della Lega. Salvini vede i 'suoi' per approvare il bilancio 2018 del partito e per l'analisi del voto europeo e amministrativo, all'indomani dei ballottaggi. è atteso un confronto anche sulla linea da portare avanti in merito al governo. Nel partito - ma ormai non è neanche piu' un segreto - piu' dei tre quarti dei dirigenti è contrario all'ipotesi di proseguire questa esperienza con i 5 stelle e vorrebbe andare all'incasso con il voto anticipato. Ma Salvini è determinato ad andare avanti, viene riferito, quantomeno per ora. "Se fosse per me, andremmo a casa subito, gliel'ho detto a Matteo", spiega un 'big' leghista, al telefono.

"E se ascoltasse me, andremmo alle politiche anticipate, correndo da soli. Dopodiché, Matteo è ben consapevole che chi rompe, in genere, paga e l'ultima cosa che vuole è provocare lui una crisi di governo. L'impressione che ho è che non abbia ancora deciso, che si tenga aperte entrambe le possibilità, continuare con i 5 stelle e andare al voto anticipato. Per ora, il governo regge perchè i 5 stelle non vogliono andare a casa e stanno accettando tutti i provvedimenti. Non ci danno la 'scusa' per provocare l'incidente parlamentare. E quindi fa bene Matteo a infornare di tutto: così portiamo a casa il più possibile. Questi dicono di 'sì' persino all'autonomia anche se fa loro schifo".



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