Ora che i Gilet gialli non piacciono più, chi sono gli alleati del M5s in Europa

Il leader M5S assicura: nessuna intesa con i violenti d’Oltralpe: Ottimismo sulla possibilità di formare un gruppo autonomo al Parlamento Europeo

gilet gialli di maio
 Instagram / Di Maio
Luigi Di Maio con il polacco Pawel Kukiz, il croato Ivan Sincic e la finlandese Karolina Kahonen

Un Manifesto in 10 punti, condiviso con i quattro (per ora) alleati europei per costituire un nuovo gruppo nell'Europarlamento. Per dire basta all'austerity e lanciare il "sogno europeo". Così il capo politico M5s, Luigi Di Maio, questa mattina nella sede di Unioncamere a Roma, ha presentato il progetto politico dei 5 Stelle insieme ai leader dei primi quattro paesi alleati che hanno aderito: sono lo Zivi Zid (in italiano 'Barriera umana') partito politico populista croato, lo Kukiz'15, movimento politico polacco, il Movimento 'Liike Nyt' (in italiano 'Movimento adesso') della Finlandia e l'Akkel (in italiano 'Partito dell'agricoltura e allevamento) della Grecia.

Basterà a formare un gruppo?

L'obiettivo del nuovo gruppo, spiegano da M5s, é quello di "attrarre movimenti che non si riconoscono nelle destre sovraniste e nemmeno nei partiti tradizionali che siedono al Parlamento europeo da oltre 20 anni, complici delle scellerate politiche che hanno causato l'attuale disgregazione europea". Ma per formare un gruppo nel Parlamento europeo sono necessari almeno 7 partiti di 7 paesi diversi, quindi mancano all'appello ancora 2 paesi. Ma Di Maio spiega che ci sono contatti con altre forze europee e si dice "molto fiducioso" sulla possibilità che si arrivi al fatidico numero di 7 paesi.

Ma i gilet gialli no

Nessuna alleanza però, chiarisce, con gli esponenti violenti dei Gilet jaunes francesi. "Qui non ci sono esponenti dei cosiddetti Gilet gialli, con i quali c'è stata e c'è una interlocuzione, con questa realtà che é molto complessa, perché ci sono diverse anime. Ma da parte nostra non ci sarà un dialogo con chi parla di guerra civile e di lotta armata. Se ci sarà una interlocuzione - puntualizza - sarà con chi crede nella democrazia".

gilet gialli di maio
Di Maio, Di Battista e i gilet gialli

La volontà di essere determinanti

Il nuovo gruppo nel prossimo Parlamento europeo, ha spiegato Di Maio, "si propone di essere ago della bilancia" per "incidere sulle scelte fondamentali dei prossimi anni". Avrà un Manifesto condiviso, in 10 punti, ma tutti i partiti che ne faranno parte presenteranno anche un loro programma. Vogliamo - ha spiegato - far tornare di moda i diritti sociali. Il nostro obiettivo é far stare meglio i cittadini e tornare a credere nel sogno europeo per restituire fiducia. Oltre alla democrazia diretta, che è un valore fondante, il nostro obiettivo primario è far tornare di moda i diritti sociali. Dopo anni e anni di austerità - ha sostenuto - è ora di tornare a pensare a far star meglio i cittadini italiani, i cittadini polacchi, quelli croati, quelli greci, i finlandesi. Non le lobby, non le banche, non i grandi evasori fiscali. Tutti i cittadini europei devono poter tornare a credere nel sogno europeo" ha insistito.

Prevista una consultazione online

"Presenteremo un Manifesto in 10 punti ma ogni componente del gruppo avrà anche un proprio programma - ha precisato - perché ognuno di noi ha le sue diversità, non siamo perfettamente d'accordo su ogni tema e infatti ci sarà voto libero nel gruppo ma sui principi ispiratori, su una Europa diversa, siamo in perfetta sintonia". E gli iscritti M5s infatti saranno chiamati a votare online programma e Manifesto, quando sarà completato.

All'incontro con i giornalisti - ma non è stata una conferenza stampa, niente domande, solo gli interventi dei leader, titoli e slide per illustrare i 10 punti del Manifesto - insieme a Di Maio, ci sono i leader dei 4 partiti europei: Ivan Vilibor Sincic (Croazia), Pawel Kukiz (Polonia), Karolina Kahonen (Finlandia) ed Evangelos Tsiobanidis (Grecia).

E-democracy e altri principi

Il Manifesto é "ancora da comporre - ha precisato ancora Di Maio - lo completeremo con i nuovi compagni di viaggio che si aggiungeranno a quelli che siamo, e che servirà per contare di più non come forze politiche ma come cittadini".

Questi i 10 punti del Manifesto: 1) Un'Europa più vicina ai cittadini (e-democracy al servizio della democrazia diretta e partecipata); 2) Verso un'Europa post-ideologica (basta con i falsi proclami, si' alle azioni concrete al servizio dei cittadini); 3) Un'Europa onesta (lotta alla corruzione e al crimine organizzato); 4) Un nuovo futuro per il progetto europeo (cooperazione e rispetto delle identità nazionali); 5) Verso la riforma delle istituzioni europee (un Parlamento più forte per un'Europa piu' forte); 6) Migliorare la qualità della vita dei cittadini europei (tutela della salute e dell'ambiente); 7) Solidarietà tra paesi europei e protezione (un nuovo modello europeo per affrontare i flussi migratori); 8) Un'Europa giusta (sviluppo dell'economia tra le e riduzione del potere dei mercati finanziari); 9) Eccellenze europee (protezione del Made in e sostegno all'agricoltura locale); 10) Credere nel nostro futuro (nuovi programmi e strumenti per i giovani europei).



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