Giarrusso (M5s) sul gesto delle manette fatte ai militanti del Pd

Al Corriere, il Senatore del M5s non si scusa e rilancia l'invettiva contro chi lo ha contestato. E confessa di essere un "manettaro" duro e puro, ma che su Salvini la storia è diversa  

Giarrusso (M5s) sul gesto delle manette fatte ai militanti del Pd 

“Il caso Salvini, per noi grillini, è stata una cosa diversa”, a parlare, al Corriere della Sera, il senatore 5Stelle Mario Michele Giarrusso, che proprio ieri, il giorno dopo il decreto dei poco più dei 50mila della piattaforma Rosseau di non permettere alla procura di Catania di procedere contro l’alleato di governo Matteo Salvini in merito al caso “Nave Diciotti”, si è reso protagonista di una scena che ha indignato molti: il gesto delle manette nei confronti dei colleghi senatori sponda PD.

Un gesto che non ha stupito chi lo segue da tempo, sono infatti diverse le uscite di Giarrusso considerate perlomeno inappropriate; come quando a La Zanzara disse che Renzi è da impiccare “Sì, insomma… avete presente la cosa che si fa su un albero, attaccando la corda?” o, per restare in tema ma cambiando modalità di esecuzione, su Facebook invitò il giornalista Rai Davide Camarrone: “Buttati a mare con una pietra al collo”. Non avrebbe dovuto stupire quindi quel gesto delle manette riferito agli arresti domiciliari imposti ai genitori di Matteo Renzi, d’altra parte, Giarrusso lo ha dichiarato più volte nei salotti della tv e senza remore: “Io sono un manettaro!”.

Dovrebbe stupire di più il fatto che proprio un “manettaro” duro e puro abbia calato la cresta proprio sotto minaccia di Salvini di far cadere il Governo. Ma lui lo ripete “Guardi: io sono sempre stato inflessibile, un vero manettaro. Ma il caso Salvini, per noi grillini, è stata una cosa diversa” e no, non c’entra niente la minaccia di Salvini “Chi vuol male a noi e a questo governo è libero di raccontarla così”, ma semplicemente “noi abbiamo difeso non Salvini, ma il ruolo del ministro dell’Interno, che deve essere libero di agire in nome e per conto dello Stato. Come, appunto, fece Salvini in occasione della vicenda Diciotti”.

E riguardo il gesto delle manette? No, Giarrusso non è tipo da chiedere scusa, anzi se possibile rincara la dose: “l’ha vista quella scena, no? I parlamentari del Pd erano tutti lì… alcuni, come Faraone, anche molto aggressivi… mi sembra ci fosse pure la deputata Morani…” e quando gli si fa notare che la Morani è una donna abbastanza minuta lui risponde subito “No, mi creda: è tosta, cattivella. E io ero teso, impaurito”.

Tralasciando l’ilarità che suscita l’immagine di un uomo grande e grosso come Giarrusso impaurito dalla collega Morani e costretto a difendersi con il gesto delle manette (“Mi gridavano in faccia, mulinavano i pugni, non fossero intervenuti i commessi non sarei riuscito neppure a passare…”), nelle sue dichiarazioni successive si apre, finalmente, un varco di schiettezza: “Sa che c’è? C’è che io, umanamente, posso anche essere vicino a Matteo Renzi.

Detto questo, i miei genitori sono belli e tranquilli a casa: e non è colpa mia se i genitori dell’ex premier sono invece inguaiati e agli arresti domiciliari. Non solo. Non è colpa mia nemmeno se da quelle parti è un continuo intrecciarsi di storie brutte, di padri e di banche, di famiglie strane…”.  



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