Il gelo tra Salvini e Di Maio durante la cerimonia per le vittime di Genova

I due vicepremier non si sono nemmeno salutati dopo il durissimo scontro di ieri al Senato tra Lega e M5s sul voto sulla calendarizzazione della crisi

gelo salvini di maio
Agf
Toninelli, Bucci, Di Maio, Bonafede e Mattarella a Genova

Aggiornato alle ore 17,30 del 14 agosto 2019.

È gelo fra Luigi Di Maio, capo politico del Movimento 5 Stelle, e Matteo Salvini, leader della Lega. Entrambi a Genova, per la commemorazione delle 43 vittime che hanno perso la vita nel crollo del ponte Morandi, avvenuto un anno fa, i due vicepremier non incrociano gli sguardi e, viene riferito, non si danno neanche il segno della pace a cui invita, durante la messa, l'arcivescovo di Genova, il cardinale Angelo Maria Bagnasco.

Dall'imbarazzo li 'salva', è la battuta, il sindaco della città, Marco Bucci, che si trova fra loro. Che non dovessero essere spalla a spalla, si apprende, era, comunque previsto. Se non Bucci, ci sarebbe stato il ministro degli Esteri, Enzo Milanesi Moavero a creare 'discontinuita'', se avesse potuto prendere parte alla cerimonia. Seduti in prima fila, in attesa dell'arrivo del capo dello Stato, Sergio Mattarella, e del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, sono entrambi impegnati a consultare lo smartphone.

Di Maio parla a margine della solenne celebrazione e anche Salvini. Il tema della concessione a società Autostrade per il viadotto del capoluogo ligure resta di attualità, in attesa che gli svolgimenti della crisi - rimasti fuori dal capannone che ha ospitato la liturgia - si declinino nei palazzi della politica e nel dibattito che, fra comizi e social, non avrà verosimilmente pause a Ferragosto.

Sulla tragedia che ha colpito il capoluogo ligure, Mattarella non prende la parola, parla il presidente del Consiglio ed assicura l'impegno delle istituzioni a non lasciare sola la città. Al suo arrivo Conte stringe la mano a tutti, nessuno escluso, i ministri presenti, saluta alcuni familiari delle vittime e, fra loro, si immerge poi, al termine della cerimonia. Dal premier, nessun accenno alla situazione in cui versa la maggioranza, in un contesto, che, fra commozione e voglia di riscatto, vede presente l'intero arco costituzionale delle forze politiche per dimostrare la volontà di perseguire la domanda di giustizia e verità. 

"Quando accadono eventi di questo tipo, ci sono responsabilità giudiziarie e quelle le stabiliscono i giudici, poi ci sono azioni politiche che si devono fare e quelle dobbiamo farle noi come amministratori della cosa pubblica, come ad esempio avviare i meccanismi di revoca delle concessioni quando qualcuno non ottempera i contratti e i doveri dei contratti che si sottoscrivono", ha detto Di Maio al termine della commemorazione.

"Come sapete da un anno a questa parte stavamo lavorando alla revoca della concessione ad Autostrade. Poi qualcuno ha iniziato ad avere paura, la Lega si era sempre opposta a questa iniziativa. Non ho mai capito il perché... Io penso che lo Stato non debba avere paura, io penso che lo Stato debba rispondere ai cittadini e stare dalla loro parte", è l'attacco al partito di via Bellerio. 

Ma Salvini replica: "È squallido che in un giornata come questa ci sia qualcuno che parli ancora di Autostrade, di Benetton. Chi sbaglia paga poi io non faccio il giudice né l'ingegnere né l'avvocato, sono tutte partite gestite da ministri 5 Stelle, io faccio il ministro dell'Interno, che si occupa di garantire la sicurezza dei confini e combattere la mafia, di autostrade si occupa qualcun altro"..

E premette: "La Lega non si oppone assolutamente a niente" e, comunque, prevede, ci sarà un governo che costruirà la Gronda, la bretella alternativa per alleggerire il traffico di Genova che, secondo alcuni, è stata osteggiata da M5s. Poi l'affondo: il 20 agosto a Roma, giorno in cui è stata calendarizzata la mozione di sfiducia presentata dalla Lega a Conte, è per "costruire il futuro, noi stiamo ragionando di futuro. Temo che, in questi minuti, mentre ragioniamo di futuro, ponti strade e tasse, ci sia qualcuno che sta ragionando di poltrone. Contiamo che non ci siano giochini di palazzo. Che gli italiani possano essere governato da chi ha perso le ultime elezioni, una dopo l'altra, sarebbe democraticamente curioso".



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