Ma la gelataia che non ha servito Salvini è stata licenziata o se n'è andata?

Una giovane di origini algerine si rifiuta di preparare un gelato per il leader della Lega. "E' un razzista" dice. Poi si apre il giallo: dimissioni o cacciata? 

Ma la gelataia che non ha servito Salvini è stata licenziata o se n'è andata?
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 La gelateria milanese 'Baci sottozero'

La questione può sembrare di lana caprina, ma nel clima che si respira nel Paese e nel giorno dell'inizio delle votazioni per la presidenza ogni gesto, anche simbolico, ha il suo peso. Così nei giorni dopo il rifiuto di una gelataia algerina di servire Matteo Salvini "perché è razzista" il dibattito si concentra su cosa sia successo dopo: ossia se la ragazza si sia tolta da sé il grembiule e abbia abbandonato il bancone di 'Baci sottozero' a Milano o se sia stata cacciata dopo una telefonata del leader della lega.

L'episodio - riferito da Repubblica - è avvenuto martedì in piazzale Siena, periferia Nord Ovest milanese, non lontano dalla casa del segretario leghista. Il leader della Lega non si sarebbe accorto di niente e sarebbe stato servito da un altro dipendente. Mentre la ragazza avrebbe avuto una discussione con la titolare della gelateria e avrebbe in seguito lasciato il posto di lavoro. Ma stando a un post su Facebook, scritto da quella che si presenta  come la madre della ragazza, il proprietario della gelateria le avrebbe detto che era stato proprio Salvini a telefonare per lamentarsi. Tutte le versioni hanno dei punti in comune, ma differiscono per due  sostanziali particolari: licenziamento o dimissioni? E, soprattutto, telefonata del leader della Lega o no?

La versione della ragazza

"Aggredendomi il titolare mi ha urlato che aveva telefonato salvini lamentandosi del mio comportamenti. Mi ricordo addirittura che lo indicava come 'il prossimo premier'.. Me ne sono andata per dignità" ha detto al Corriere

La versione del proprietario 

 "Durante la discussione si è tolta la divisa e se n'é andata abbandonando il posto di lavoro a metà turno, esclamando cose che hanno poco a che fare col nostro lavoro. Non c'è stato nessun licenziamento. Da noi può essere servito chiunque con qualunque ideologia politica o culturale. Quando la cosa è stata fatta notare alla signorina, lei se n'è andata lasciando i suoi colleghi e il posto di lavoro".

La versione di Salvini

"Anche in gelateria 'è colpa di Salvini'. Fiordilatte e fragola se i compagni permettono...", ha commentato con sarcasmo il numero uno della Lega su Fb. "Ps. Ovviamente non ho chiamato per licenziare nessuno , ovviamente tornerò in quella bottega per un altro gelato". 



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