"Salvini è il massimo di pericolosità democratica che si può avere nel 2019”

Intervista del ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini a Repubblica. "Se lavoreremo bene, potremo presentarci insieme già alle regionali. È difficile, ma dobbiamo provarci. Per battere questa destra, ne vale la pena”

franceschini governo alleanza pd m5s salvini
Aleandro Biagianti / AGF
 Dario Franceschini

“Se lavoreremo bene, potremo presentarci insieme già alle regionali. È difficile, ma dobbiamo provarci. Per battere questa destra, ne vale la pena”. È questo l’orizzonte che il neoministro dei Beni artistici, culturali e del turismo, Dario Franceschini, descrive nell’intervista a la Repubblica, che alla domanda che tutti si pongono su quanto tempo potrà durare il governo, obietta: “Sarà difficile, non c’è dubbio” in particolare se il governo “si limiterà ad essere il mero prodotto di forze politiche contrapposte” ma poi chiosa: “Però io penso che arriveremo fino alla fine della legislatura”.

Il titolare del dicastero della cultura sostiene però che “senza questo governo, saremmo in campagna elettorale” e “avremmo Salvini al Papeete ma all’ennesima potenza, magari a torso nudo a mietere il grano”. E forse ci troveremmo persino “alla vigilia della vittoria della Lega”, una vittoria “da celebrare magari proprio il 28 ottobre”, anniversario della Marcia su Roma. L’Italia a rischio fascismo? “Il fascismo fortunatamente non tornerà” risponde il ministro, che però avverte: “Ma Salvini è il massimo di pericolosità democratica che si può avere nel 2019”, un pericolo non del tutto scampato e che “rimane finché qualcuno soffia sulla paura” sostiene Franceschini nell’intervista a la Repubblica ricordando che non si poteva replicare l’errore che quasi 100 anni fa hanno commesso socialisti, popolari e liberali “facendo fallire gli esecutivi Bonomi e Facta”.

Secondo il ministro dopo che Salvini ha pronunciato “quella frase orribile” di richiesta di pieni poteri “il Paese ha capito” che si era all’emergenza e ora “dobbiamo ringraziare Zingaretti per avere indicato la necessità di trovare una soluzione di largo respiro”. E su quell’intesa “Il Pd è unito come non mai” sostiene il ministro che definisce il discorso d’esordio del premier Conte “un discorso riformista” che può portare l’esecutivo a diventare “un laboratorio, l’incubatore di un nuovo progetto” che verrà giudicato sulla base dei suoi provvedimenti.

E per questa strada, secondo il titolare del dicastero della cultura, passa anche l’accordo elettorale con i grillini per le prossime regionali, “alleanza politica ed elettorale” che dalle prossime elezioni regionali, “passi per le comunali e arrivi alle politiche” è il ragionamento e l’asse strategico che ha in mente Franceschini. Alleanza che può passare anche per l’Umbria dove, ammette il ministro, “Lì le elezioni sono molto vicine, ma se c’ è la volontà politica si può fare tutto”. “ per battere la destra vale la pena provarci” chiosa.



Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a dir@agi.it.