Cosa farà la Fornero in pensione (non con la legge Fornero)

L'ex ministro parla con Corriere e Repubblica. "Ora letture, viaggi e orto"

Fornero in pensione 

Elsa Fornero, l'ex ministro del governo Monti che ha firmato la riforma della previdenza più dura degli ultimi anni, va in pensione, ma come in una sorta di paradosso non ci andrà con la riforma da lei varata. L'ex titolare del ministero del Lavoro è infatti esente dai vincoli previsti dalla norma. Questo perché, come spiega lei stessa in un'intervista al Corriere della Sera, "il limite massimo di età pensionabile dei docenti universitari era stato abbassato da 72 a 70 anni già una decina di anni fa. Noi non lo abbiamo modificato".

Ma l’ex ministra avrebbe potuto lasciare prima ed ottenere la pensione già alla fine del mandato governativo: “Se avessi fatto domanda allora avrei ottenuto un assegno mensile più che doppio rispetto a quello che avrò da novembre, ma ho preferito continuare a insegnare”. “Se fossi andata in pensione subito dopo aver cessato l’incarico di ministro, esattamente cinque anni fa, avrei avuto una pensione più che doppia rispetto a quella che avrò come professoressa, ma ho preferito andare avanti”.

Lei che per una quarantina d'anni ha insegnato Macro economia nell'ateneo torinese, si dice disponibile ad aiutare in via formale l’università piemontese. "Alcuni miei colleghi e diversi studenti mi hanno chiesto di non lasciare del tutto l’attività didattica - spiega l'ex ministra - Vedremo che cosa deciderà il Dipartimento. Io, finché la salute mi assiste, sono disponibile". 

Mai più politica

Nel suo futuro non ci sarà invece la politica: "È stata un'esperienza molto coinvolgente, un impegno che ti sottrae tutte le energie e ti carica di responsabilità, in cui spesso ci si sente soli". Per la Fornero ora si apre un nuovo capitolo della vita. "Voglio dedicarmi alla lettura e fare volontariato. Spero di poter curare l'orto e viaggiare di più insieme a mio marito", dice a La Repubblica

Sul futuro della sua legge si è espressa più volte. “Tutto è migliorabile ma quella riforma in quel momento era necessaria. Con il tempo - spiega - si può realizzare una maggiore flessibilità nell’eta di pensionamento". E nonostante giudichi molto "dolorose" le scelte che ha dovuto compiere resta certa che “nel tempo se ne vedranno gli effetti positivi".



Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a dir@agi.it