È al Senato che si gioca la partita della fiducia al governo Conte. I numeri

Il governo giallorosso non dovrebbe avere problemi alla Camera. Meno scontato, invece, prevedere cosa accadrà nell'Aula di palazzo Madama 

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 (Afp)
Senato

Sono 169 i sì - sulla carta - in Senato, i voti a favore del nuovo governo di Giuseppe Conte. Certo, si attende di vedere che cosa accadrà nell'Aula di palazzo Madama nella giornata di martedì per scoprire effettivamente quanti saranno. Oggi, intanto, si comincia con la prima fiducia della Camera, ostacolo più semplice per il nuovo esecutivo giallorosso. È a Palazzo Madama, infatti, che i numeri del pallottoliere sono più stretti.

A guardarlo da vicino, infatti, bisogna contare teoricamente su 106 esponenti del Movimento 5 Stelle, al netto di Gianluigi Paragone che ha annunciato la sua contrarietà alla nascita del nuovo esecutivo. Si attende di capire se l'esponente pentastellato voterà no o se preferirà non partecipare al voto.

Nel partito Democratico sono in 51, ma il dem Matteo Richetti aveva votato contro la nuova formazione in direzione. Nel gruppo Misto, per chi conosce da vicino le dinamiche, sono 9 le schede 'pro- Conte': i 4 senatori di Leu, Riccardo Nencini (Psi), ma sembra anche i senatori Buccarella, De Falco e Nugnes (ex M5s), oltre a De Bonis.

Nelle Autonomie si registrano tre voti positivi che verrebbero da Bressa, Casini e Laniece. L'ex presidente del Consiglio, Mario Monti, ha annunciato che prima di esprimere la preferenza intende ascoltare attentamente le parole di Conte.

Quanto all'opposizione, dovrebbero essere 139 i voti contrari visto che il presidente del Senato, Elisabetta Casellati, per prassi, non vota. 60 i senatori di Forza Italia, 18 i senatori di FdI e 58 quelli della Lega. Nel borsino dei voti al Senato vengono dati ancora incerti Emma Bonino, i tre senatori della Svp, i due ex sottosegretari del primo governo Cario e Merlo. Non voterà la fiducia a Conte l'ex senatore M5s Carlo Martelli che si presenterà con un no. Poi ci sono i senatori a vita e con ogni probabilità non ci sarà il senatore Umberto Bossi.



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