Come è finita in Piemonte e nei comuni al voto

Il centrodestra conquista 6 capoluoghi di provincia, il centrosinistra 5 e il M5s uno solo. Altri 16 andranno al ballottaggio e a metà giugno si vota a Cagliari e a Sassari. L'azzurro Cirio strappa il Piemonte a Chiamparino. Il nuovo governatore e il suo predecessore su una cosa concordano: la Tav si deve fare. Tutti i dati

elezioni comunali regionali piemonte

Il terremoto delle europee 2019 produce scosse di assestamento anche per le elezioni amministrative. Il Piemonte passa dal centrosinistra al centrodestra, che controlla così tutte le regioni del nord Italia.

Per quanto riguarda i capoluoghi di provincia, il centrodestra strappa al centrosinistra al primo turno i sindaci di Pescara e Pavia e conferma i comuni di Perugia, Vibo Valentia e Urbino. Il centrosinistra conferma al primo turno i sindaci di Firenze, Bari, Modena, Bergamo, Pesaro e Lecce.

Il Movimento 5 Stelle è escluso dai ballottaggi nei comuni dove vinse nelle precedenti elezioni: Livorno e Avellino. I pentastellati strapparono al centrosinistra due settimane fa il sindaco di Caltanissetta. Il 9 giugno si terranno ballottaggi tra centrosinistra e centrodestra nei comuni di Campobasso, Ferrara, Forlì, Reggio Emilia, Cremona, Verbania, Vercelli, Prato, Cesena, Ascoli Piceno, Foggia, Rovigo, Livorno. A Potenza e Biella si andrà al ballottaggio tra candidati del centrodestra e di liste civiche. Ad Avellino si andrà al ballottaggio tra candidati del centrosinistra e liste civiche.

Domenica 16 giugno si voterà per il primo turno nei comuni di Cagliari e Sassari. In autunno si voterà per il sindaco di Reggio Calabria. Nelle precedenti elezioni il centrosinistra vinse in 22 comuni, il centrodestra in 6, Fratelli d'Italia ottenne il sindaco di Potenza, M5s quelli di Livorno e Avellino.

L'onda della Lega trascina Cirio

Determinante per la vittoria in Piemonte del quarantaseienne Alberto Cirio, eurodeputato di Forza Italia, l'onda forte della Lega, che ha stravinto in tutto il Paese, attestandosi primo partito d'Italia. Cirio ha conquistato il 49,85% dei voti contro il 35,80% del governatore uscente, il dem Sergio Chiamparino, che nel pomeriggio si è congratulato con l'avversario, riconoscendo "la vittoria netta". "Netta - ha aggiunto così come è la mia sconfitta: l'ho chiamato per fargli le congratulazioni e augurargli di fare meglio di quanto abbiamo fatto noi". Chiamparino ha quindi riconosciuto la "responsabilità della sconfitta" osservando che "quando si perde si va a casa". "Appena il Consiglio si sarà insediato - ha annunciato - si valuteranno tempi, modalità e opportunità con la coalizione per lasciare il mio seggio e aprire una fase nuova".

Di fase nuova e di "nuovo patto per il Piemonte" ha parlato Cirio, appena giunto a Torino nella sede del Consiglio regionale: "Sono soddisfatto e contento, il Piemonte ha risposto bene" ha detto, auspicando l'impegno da parte di tutti "per far ripartire la regione e farla correre veloce come abbiamo in mente". 

Subito sul tavolo il dossier della Tav

Tema dominante delle elezioni regionali piemontesi è stata la Tav: "Si farà senza se e senza ma - ha assicurato il neo presidente - l'opera era nel programma delle politiche di centrodestra dello scorso anno e ancora di più c'è nel mio programma per governare la Regione".L'auspicio di Chiamparino, anche lui a favore della Torino-Lione, è che si arrivi al completamento dell'opera: "Da cittadino - ha scherzato - spero che si facciano partire i cantieri in modo da riuscire ad andare anch'io a Lione".

Chiamparino ha però messo anche in evidenza le difficoltà politiche, a livello nazionale, legate alla realizzazione della Tav: "Se quello che Salvini dice sull'opera lo esige, credo esista un problema per il governo o per i Cinque Stelle, ma da cittadino posso dire di essere poco preoccupato per entrambe le cose. Se il governo cadesse - ha concluso Chiamparino - mi andrebbe bene perché finalmente si andrebbe a votare e allo stesso modo se implodesse il Movimento Cinque Stelle non mi interesserebbe. Quello che davvero mi preoccupa da piemontese è che la Tav si faccia".

Che il problema sull'alta velocità non sia superato lo dimostrano le parole del candidato pentastellato Giorgio Bertola: "Sulla Tav non cambia nulla, c'è un dossier in mano al presidente Conte, la decisione dell'opera e' politica e spetta al governo". 



Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a dir@agi.it