Otto cose che Berlusconi ha detto per spiegare il voto di domenica 

Il presidente di Forza Italia intervistato dal Corriere parla di Salvini e Di Maio, ma anche dei destini del Pd. E del suo partito

Otto cose che Berlusconi ha detto per spiegare il voto di domenica 

Silvio Berlusconi ha rotto il silenzio sulle elezioni di domenica dopo più di 36 ore. Poi in un'intervista al Corriere, è tornato a chiarire la propria analisi. Che sintetizziamo in 8 punti:

Com'è andata Forza Italia   

Non posso dire di essere totalmente deluso. Milioni di italiani mi hanno confermato ancora una volta la loro fiducia. Questo nonostante Forza Italia abbia corso privata del suo leader, costretto da anni, per effetto di una sentenza ingiusta, a non partecipare alle competizioni elettorali.

Com'è andata al centrodestra

Il voto di domenica scorsa non era un derby interno al centrodestra: il successo della coalizione è un dato politico importante, perché consentirà di cambiare le politiche con cui è stata governata l’Italia in questi anni e di realizzare i grandi impegni che in campagna elettorale avevamo assunto

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Com'è andata agli altri

I 5 Stelle hanno ottenuto più voti, e soprattutto più seggi, al Sud perché il Pd in quelle aree ha perso di più. Questo ha consentito ai grillini di vincere nei collegi uninominali. È un risultato che è frutto della delusione e della rabbia per anni di governi della sinistra che hanno perso di vista i problemi del Mezzogiorno.

Di Maio o Salvini?

Sono convinto che l’Italia abbia bisogno di un governo al più presto e questo governo non può che essere espressione della coalizione che ha prevalso nelle elezioni. Questa coalizione siamo noi, non i 5 Stelle

Salvini o Salvini?

La Lega ha ottenuto un forte successo e ne sono felice. Ora, nel rispetto pieno dei nostri accordi, sosterremo lealmente il tentativo di Salvini di creare un governo. 

Che ne sarà del Pd

Credo che il Pd debba in fretta ritrovare un’identità e un ruolo: una democrazia ha bisogno di un partito di sinistra moderno e democratico. D’altronde la sua crisi riflette quella delle sinistre in tutt’Europa.

Lo spettro del lungo stallo

Qualunque cosa è preferibile ad uno stallo prolungato o a soluzioni pasticciate. Però credo ci siano i margini per una soluzione coerente con il mandato che gli italiani hanno affidato al centrodestra.

Un governo a 5 Stelle

Dovrebbe spaventare più che altro il Pd, perché sarebbe la sua fine politica definitiva. Ma soprattutto spaventa gli italiani, una larga maggioranza dei quali non accetterebbe di ripetere le disastrose esperienze di Roma e Torino.



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