"Se perfino Kim e Moon si vedono al confine tra le due Coree, volete che non si parlino i democratici e i grillini?”

Matteo Renzi parla con Repubblica e stasera andrà da Fabio Fazio. Ecco quali sono i reali margini per un vero accordo di governo tra i due partiti, mentre il leader M5s scrive al Corriere della Sera per sottolineare i punti comuni

"Se perfino Kim e Moon si vedono al confine tra le due Coree, volete che non si parlino i democratici e i grillini?”

Luigi Di Maio lancia al Pd un "appello" per la realizzazione di un programma di governo. Il leader dei Cinque Stelle lo fa dalle pagine del Corriere della Sera, in una lettera al direttore, ma virtualmente indirizzata al leader ed ex segretario del Pd Matteo Renzi, che stasera sarà ospite della trasmissione di Fabio Fazio 'Che tempo che fa' e risponderà in diretta. Ma il pensiero di Renzi e le sue affermazioni sono anticipate sempre dal Corriere e soprattutto da Repubblica. E il pronostico - sull'avvio della trattativa con Di Maio - è abbastanza scontato: il Pd non si siederà al tavolo con il Movimento per valutare un programma comune di governo; o, se lo farà, la discussione sarà breve e non produrrà alcun accordo, le posizioni sono troppo distanti.

Giovedì prossimo il Partito Democratico riunirà la direzione per decidere. Poi forse ci sarà una consultazione della base del partito, come chiede il segretario reggente, Maurizio Martina. Ma il termine del percorso sembra segnato. Proviamo allora a mettere in colonna le più recenti affermazioni dei due leader. Qui sotto i passaggi salienti della lettera di Di Maio al Corriere della Sera (leggi qui la versione integrale)

Cosa ha scritto Di Maio nella lettera al Corriere

"Lo studio del professor Della Cananea ha individuato i punti in comune tra il nostro programma e il loro e oggi vorrei passare in rassegna i principali e lanciare un appello: realizziamoli per il bene superiore degli italiani!"

"Sono fiducioso perché sulla carta la carta dei programmi ci sono tanti punti di convergenza che vanno nella direzione di soddisfare le esigenze dei cittadini, nostro unico interesse. Non ci illudiamo che i programmi elettorali abbiano sempre una valenza, ma adesso è il momento di mettere alla prova la politica affinché dimostri che non si tratta solo di parole, ma di obiettivi concreti che si possono tradurre in fatti, con tempi e procedure concordate. Una delle funzioni del Movimento 5 Stelle è proprio questa. I programmi per noi valgono nel momento in cui si dimostra di volerli realizzare". 

"Se c'è una cosa che possiamo rivendicare con forza è la massima coerenza tra quanto fatto dal giorno dopo il voto e quanto detto in campagna elettorale. Per tre mesi ho girato l'Italia e ho sempre ripetuto che qualora non avessimo ottenuto la maggioranza assoluta avrei proposto ai partiti un contratto vincolante sul programma. Avevo anche ribadito più volte che non avevamo un interlocutore preferito, ma che avremmo parlato con tutti. È quello che stiamo facendo. Il prossimo sarà il governo dei cittadini, non dei partiti".

L'appello prosegue indicando i punti - da lavoro alla lotta alla povertà fino alla revisione del regolamento di Dublino sui migranti e al superamento del fiscal compact "garantendo la continuità dell'Italia nell'Unione europea" - di un "contratto alla tedesca" che "servirà a mettere nero su bianco le azioni immediate per migliorare la qualità della vita degli italiani per interpretare al massimo lo spirito della terza repubblica".

"Ad esempio se si parla di Europa si parla di immigrazione. In comune c’è la revisione del Regolamento di Dublino e l’equa ripartizione dei migranti tra tutti i Paesi dell’Unione Europea. Per gestire i flussi migratori serve anche investire in sicurezza: c’è la comune volontà di aumentare le risorse per la cyber security e l’assunzione immediata di 10.000 nuovi agenti nelle forze dell’ordine. Assumiamoli!"

"Riteniamo sia necessaria la reintroduzione dell’articolo 18 come «misura ponte», in attesa di una piena realizzazione del reddito di cittadinanza e della riforma dei centri per l’impiego: una flexicurity alla danese che, a regime, consentirà di superare le rigidità dei contratti di lavoro".

"Il reddito di cittadinanza risolverebbe entrambi i problemi, estendendo il beneficio a più famiglie e rendendo effettivo il reinserimento lavorativo grazie alla riforma dei centri per l’impiego. Parliamo anche di pensione di cittadinanza per gli anziani. Non lasciamoli indietro. Sul lavoro si può partire dal salario minimo orario, obiettivo condiviso anche dal Pd, stando al loro programma. Oltre a proteggere il lavoro è urgente crearne di nuovo e di qualità, ad esempio con la banca pubblica di investimento per finanziare a tassi agevolati le piccole e medie imprese italiane".

"C’è la lotta alla mafia e alla corruzione: loro prevedono meccanismi di prevenzione per l’infiltrazione mafiosa nelle istituzioni. Per noi si può realizzare una riforma complessiva dell’ordinamento penitenziario e con la modifica del 416ter. Senza dimenticare l’estensione dell’agente sotto copertura per i reati di corruzione, l’interdizione perpetua dai pubblici uffici per i condannati in via definitiva e una modifica sostanziale della prescrizione".

"Non si tratta di alleanze. Un'alleanza è uno scambio di poltrone, un do ut des di potere. Non ci interessa. Siamo nati per fare altro. Il Movimento 5 Stelle e' la prima forza politica italiana perché ha identità e valori ben precisi, che difendiamo senza compromessi". 

Ancora il quotidiano di via Solferino racconta il Renzi pensiero, riportando tra virgolette frasi riportate da alcuni collaboratori dell'ex segretario, in attesa appunto della trasmissione di stasera durante la quale si capirà in via definitiva che quella dell'ex segretario dem è una chiusura totale alla proposta Cinquestelle, o un'apertura di maniera: al tavolo si può anche andare, per poi alsarzi subito e verificare che non ci sono le condizioni. Qui sotto le frasi attribuite a Renzi dal Corriere:

Cosa ha detto Renzi sulla trattativa col Movimento

Sarebbe una presa in giro degli elettori

l’elettorato dem non capirebbe la scelta di allearsi con chi vuole fare a pezzi le nostre riforme.

Non riusciranno a farmi fuori

Se una manciata dei miei non votano la fiducia, il governo non parte.

Il Pd è l’unico partito responsabile.

E se pure si tornasse a votare andremmo alle urne sull’onda della dimostrazione che leghisti e grillini sono bravi nella propaganda elettorale, ma non sono in grado di dare un governo al Paese.

Davvero pensano di fare un governo con noi quelli che vogliono cancellare il jobs act e la buona scuola?

E ve li immaginate i ministri del mio governo o i miei senatori che votano la fiducia a Luigi Di Maio?

Se non l’avessero giocata tutta contro di me questa partita poteva anche finire in modo diverso.

Renzi ha poi parlato con Repubblica: “Se quelli che hanno preso il 37% vanno all’opposizione e noi con il 18 andiamo al governo, gli italiani si chiederanno a cosa serve votare. Ecco, questo io non me lo voglio sentire dire”. L’ex segretario nella direzione di giovedì non porrà alcun veto a un incontro con la delegazione pentastellata: “Nessuno dice che non ci può essere un incontro, se perfino Kim e Moon si vedono al confine tra le due Coree, volete che non si parlino i democratici e i grillini?”. Ancora:

“Un accordo con grillini non servirebbe all’Italia”.

“Se ci fosse un governo con loro, la sinistra scomparirebbe”.

“Insomma, incontriamoci pure, ma non possiamo votare Di Maio. Questo mai”.

"Come è possibile che dopo aver condotto una campagna elettorale solo per mandare casa il Pd, ora ci vengano a chiedere i voti per il governo?"

Il paragone con l'intesa tra Cdu e Spd in Germania è fuori luogo. Lì collaboravano già e Shulz non ha mai detto 'mafiosa' a Merkel. Qui si fatica molto di più".

Se loro rinunciano alla premiership di Di Maio, accettano di lasciare il Jobs Act, accettano di non cambiare la legge sui vaccini, di lasciare immutata la Buona scuola e magari di non intervenire sulla legge Fornero, allora va bene".

Tutto chiaro? 



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