Gli attacchi di Di Battista a Salvini rimbalzano su Di Maio

Il 'duro e puro' del Movimento sminuisce (ma non smorza) la polemica con il leader e rinfocola quella con il ministro dell'Interno. E la tensione intorno al governo resta alta

di battista di maio
Francesco Fotia / AGF
Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista

Lo chiama 'libricino', quasi a sminuirne la portata, ma lo brandisce come una clava, prima contro Matteo Salvini, poi - quasi di rimbalzo - contro il compagno di Movimento, Luigi Di Maio.  Alessandro Di Battista continua a creare scompiglio alimentando le fiamme innescate proprio da alcune pagine di quel 'libricino' con dichiarazioni rilasciate ora qua, ora là, un po' ad assicurare che il governo reggerà e un po' a garantire che la sua amicizia con Di Maio non è in discussione. Ma sempre a lanciare moniti e avvertimenti all'alleato nell'esecutivo che, dice, è perennemente alla ricerca di un incidente.

Ma che evoluzione hanno avuto le schermaglie che vedono il 'duro e puro' dei M5s contrapposto al ministro dell'Interno e a quello del lavoro? 

Di Battista assicura che, da parte sua, non c'è alcuna volontà di indebolire il governo e, anzi, assicura di sostenere l'azione del presidente del Consiglio e derubrica a "screzi" e "fraintendimenti" l'incidente con l'amico Luigi. Ad oggi, fra i due, non ci sono stati ancora contatti telefonici, Di Battista spiega di non avere avuto il tempo di farlo a causa di un volo aereo in ritardo, ma giura che rimedierà a breve.

Sul senso dell'accusa mossa dalle pagine del suo libro a un M5s eccessivamente istituzionalizzato, "stiamo troppo nei palazzi, ma questo perché siamo brave persone" spiega che non c'è stata alcuna volontà di attaccare il leader, ma di marcare la differenza tra i Cinque Stelle e Salvini accusato di passare le giornate a girare il Paese trascurando - è il messaggio nemmeno troppo implicito - il suo dovere di ministro.

Tema, questo, a centro di un 'fuori onda' carpito dal sito Fanpage in cui Luigi Di Maio si lamenta dell'utilizzo disinvolto che Salvini farebbe dei voli di stato.

La finestra elettorale che consente di portare l'Italia al voto anticipato si chiude il 20 di luglio: "Io posso sbagliarmi, ma non è nell'interesse dell'Italia tornare al voto a settembre. Da parte della Lega c'è una provocazione continua, posso sbagliarmi ma nella testa dei dirigenti della Lega penso stia passando l'idea di buttare tutto all'aria".

Tensioni che, al di là delle rassicurazioni di Salvini - "il governo durerà quattro anni" - sembrano preludere ad una crisi. la data del voto, d'altra parte, è strettamente connessa al varo della manovra: il Quirinale ha fatto capire agli azionisti del governo che le fibrillazioni economiche non devono mettere a rischio i conti pubblici. Il tentativo di anticipare eliminerebbe dunque dal campo una delle variabili sulle quali si decide la data del voto.

E' anche per questo che Di Battista, nello studio di Lucia Annunziata, sottolinea: "Mi fido pienamente del lavoro del Presidente del Consiglio che sta portando avanti un lavoro con grande dignità. La Lega sta provando a sondare per trovare un incidente. Se poi mi sbaglio, sarò il piu' felice. Io posso sbagliarmi, ma non è nell'interesse dell'Italia tornare al voto a settembre. 



Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a dir@agi.it