Arrivano più tutele per i lavoratori delle fondazioni lirico-sinfoniche

Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge per le fondazioni lirico-sinfoniche cercando di regolare la giungla dei contratti a termine a cui spesso si fa un ricorso illimitato. Le parole di Bonisoli

decreto legge fondazioni lirico sinfoniche
 Afp
 Alberto Bonisoli

Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge che riguarda le fondazioni lirico sinfoniche. Secondo le prime informazioni, il decreto destina 19,4 milioni di euro provenienti dal gioco del Lotto alla tutela del patrimonio culturale e sblocca 15 milioni stanziati dalla Legge di stabilità 2019 per supportare le attività del Mibac.  

Il testo, si legge nel comunicato ufficiale, "mira, in particolare, ad assicurare il rilancio delle fondazioni lirico sinfoniche in termini di programmazione e di sviluppo, la prosecuzione delle loro attività istituzionali e il conseguente accrescimento dei settori economici connessi, adeguando il sistema legislativo nazionale relativo al lavoro a tempo determinato nelle fondazioni lirico sinfoniche, garantendo la tutela dei lavoratori del settore secondo il diritto dell'Unione europea".

Accanto a tutto ciò, vengono anche introdotte alcune misure urgenti di semplificazione e sostegno per il settore cinema e audiovisivo. L'obiettivo è quello di rendere "più funzionali le modalità con cui i fornitori di servizi di media devono promuovere le opere europee e italiane e prorogando al 1 gennaio 2020 l'entrata in vigore dei nuovi obblighi". In particolare, le modifiche riguardano la "definizione delle nuove aliquote degli obblighi di programmazione e di investimento in produzioni italiane relative alle emittenti televisive, in una misura compatibile con le prospettive economiche degli operatori".

Tutto con un occhio al Made in Italy: "Si rafforzano le misure a sostegno delle opere di espressione originale italiana (che nel previgente sistema erano limitate alle sole opere cinematografiche) e a sostegno delle opere recenti, si rivedono gli obblighi in capo agli operatori on demand, con un maggior allineamento rispetto alle emittenti televisive "tradizionali" e si rafforza un sistema di flessibilità, senza rivedere, tuttavia, il nuovo e piu' efficace sistema sanzionatorio".

Il ministro Alberto Bonisoli ha poi voluto rimarcare le iniziative prese sulla questione contratti a termine a cui spesso viene fatto ricorso in maniera illimitata: "Abbiamo deciso di mettere ordine, estendendo anche a loro diritti e tutele in caso di assunzione a tempo determinato, prevedendo limiti precisi alla loro applicazione, per prevenire abusi ed evitare un ricorso ingiustificato a questo genere di contratti. In passato pure la Corte di Giustizia europea è intervenuta su questo tema con una sentenza definendo 'il ricorso a questi contratti senza un termine massimo un abuso ai danni dei lavoratori' proprio perché creava discriminazione rispetto all'uso consentito in altri settori di attività. Questa sera in Consiglio dei ministri abbiamo messo la parola fine a questa ingiustizia"

"Grazie all'approvazione del decreto Lirica, proposto dal Mibac - ha aggiunto il ministro - si impone per la prima volta un tetto massimo alla durata dei contratti a tempo determinato per il personale degli enti lirico-sinfonici. D'ora in avanti potranno essere stipulati per un massimo di 48 mesi, anche non continuativi. Si tratta - spiega ancora il ministro - di una deroga al decreto Dignità possibile per la peculiarità del lavoro svolto da violinisti, orchestrali, ballerini o fonici". 

Il titolare del dicastero di via del Collegio Romano conclude con un "ringraziamento speciale a Luigi Di Maio e allo staff del ministero del Lavoro, ai consiglieri e allo staff del Mibac. È un risultato importante che rende giustizia ai lavoratori dimenticati per anni e che disciplina in modo omogeneo il ricorso ai contratti a tempo per la categoria, che dovrebbero essere un'eccezione non la regola o l'unica forma contrattuale con cui assumere il personale".



Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a dir@agi.it.
Se invece volete rivelare informazioni su questa o altre storie, potete scriverci su Italialeaks, piattaforma progettata per contattare la nostra redazione in modo completamente anonimo.