"Negare il corteo antifascista a Macerata aumenta il rischio di incidenti"

L'economista Brancaccio: "Si agita lo spauracchio dell'immigrazione per fornire un implicito alibi a gesti criminali e come capro espiatorio di tutti i mali sociali"

"Negare il corteo antifascista a Macerata aumenta il rischio di incidenti"

"Negare l'autorizzazione non attenua ma fomenta il rischio di incidenti": ne è convinto l'economista Emiliano Brancaccio, docente di Politica economica presso l'Università del Sannio, editorialista de l'Espresso e autore di vari saggi sulle cause economiche dell'ascesa dei movimenti di estrema destra, che ha dato la sua adesione alla manifestazione antifascista di domani a Macerata.

"Per domani - prosegue l'economista - auspico un corteo partecipato e pacifico, così come conto su una ulteriore mobilitazione nazionale a Roma nei prossimi giorni, per rivendicare il diritto costituzionale di manifestare contro il razzismo e il fascismo".

Secondo Brancaccio "l'orrendo crimine fascista del 3 febbraio scorso a Macerata è stato commentato da vari esponenti di vertice della politica e delle istituzioni con argomentazioni equivoche, tendenziose e soprattutto prive di aderenza con la realtà. L'opinione che va di moda, secondo cui esisterebbe una correlazione statistica tra crescita dell'immigrazione e aumento della criminalità, così come l'idea che l'immigrazione sia la causa del risentimento sociale, non trovano conferme nella letteratura scientifica prevalente".

"Ormai - prosegue Brancaccio - si agita lo spauracchio dell'immigrazione per fornire un implicito alibi a gesti criminali e come capro espiatorio di tutti i mali sociali, che invece hanno ben altre cause oggettive". 



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