Conte ad Atreju con il figlio: "Sono un papà e oggi è il mio turno, a chi lo lascio?"

Il Presidente del Consiglio alla festa di Fratelli d'Italia intervistato da Vespa sul futuro del governo e il suo rapporto con le anime che ne fanno parte, Renzi compreso

conte atreju figlio
 Mustafa Kamaci / ANADOLU AGENCY
 Giuseppe Conte (AGF)

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, tenendo per mano il figlio adolescente è ospite oggi di Atreju, sull'Isola Tiberina, per la festa di Fratelli d'Italia. Ad accoglierlo la padrona di casa Giorgia Meloni che lo ha omaggiato con un applauso: "Noi siamo i veri democratici in questa nazione. Vi chiedo di accogliere con un applauso il presidente Giuseppe Conte, oggi fa un gesto non scontato, un atto di coraggio". Poi, a domanda specifica sulla presenza del giovane, ha risposto: "Oggi era il mio turno, sono un papà, se no a chi lo lascio?".

La presenza ad Atreju

Poco dopo, il residente del Consiglio si è accomodato sul palco per essere intervistato da Bruno Vespa. Prima domanda dedicata al luogo che lo ha accolto senza particolari contestazioni, nonostante la distanza politica: "Confrontarmi con voi mi offre un contributo critico su quello che stiamo facendo". Poi il commento sulla presunta vicinanza con il Pd: "Non l'ho mai frequentato, non ho mai avuto una tessera né partecipato ad un convegno. La mia formazione è al cattolicesimo democratico, un centro che guarda a sinistra".

L'audio con la Merkel

La domande del giornalista Rai sui frammenti audio relativi all'incontro con la Merkel, rilanciati da Matteo Salvini, non sorprende il premier: "Quelli ripresi con la Merkel sono frammenti di una chiacchierata un po' rilassata tra due esponenti di governo davanti ad un drink. Vedo che Salvini ci sta ricamando molto sopra: io non mi sono mai permesso di denigrare una forza politica che sosteneva il precedente governo. Eravamo nella prospettiva di una votazione europea: come io ho chiesto alla Merkel, lei ha chiesto a me come si preparavano le forze politiche. Io dicevo che il rischio dell'isolamento, dal mio punto di vista, era evidente".

La difesa dell'Italia

"All'estero c'è molta disponibilità a venire incontro alle esigenze dell'Italia. Accettano un contributo anche critico come il mio. Conoscono la mia fermezza quando non sono convinto. Sanno che difendo gli interessi nazionali con fermezza. Rispettano me ma soprattutto il nostro Paese, facciamo parte del G7".

"Qui abbiamo un problema di stabilità, io lo ho vissuto. Oggi io in una nuova esperienza di governo in Europa incontro gli stessi leader di governo, so come muovermi. Ogni esperienza, qualsiasi progetto riformatore, ha bisogno di un arco temporale minimo minimo di due anni" 

Lo scisma di Renzi

"Io Renzi non lo ho mai sentito prima che fossi indicato, né lo ho sentito durante la formazione del governo perché mi sono relazionato con il segretario del Pd - ha spiegato - Mi ha chiamato la sera prima di annunciare la formazione del suo nuovo soggetto politico. Con lui sono stato molto chiaro, se mi avesse chiamato prima, perché è evidente la aveva maturata almeno qualche giorno prima la sua scelta, io avrei preteso che l'interlocuzione avvenisse anche con il suo gruppo".

Il premier è ottimista per la tenuta dell'esecutivo. "Non ho motivo di credere che lo sia", dice commentando la descrizione di Matteo Renzi, "demolition man", fatta dall'Economist.

Legge elettorale  

"Sicuramente i meccanismi di democrazia diretta che rafforzano la leadership hanno bisogno di grandi controbilanciamenti. Noi dobbiamo anche rispettare la nostra tradizione non possiamo impiantare qui sistemi maturati all'estero".

Iva e Tap

Poi la conferma di quello che era già stato anticipato nei primi giorni dopo la formazione del governo: "Dobbiamo evitare l'incremento dell'Iva. Se la incrementiamo ora rischiamo di comprimere ancora i consumi".

"Il Tap si farà. Ma il futuro non è nelle trivellazioni, non ci saranno nuove concessioni oltre a quelle già in essere. Noi dobbiamo incentivare la transizione all'energia eco-sostenibile, un green new deal", ha aggiunto Conte, "chiederò un patto con tutto il mondo industriale e produttivo".

Tasse merendine e trasporto aereo

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha aperto alla possibilità di tassare il trasporto aereo, le bevande gassate e le merendine per reperire fondi per la lotta ai cambiamenti climatici. "Credo che sia una soluzione praticabile", ha detto il premier commentando dal palco di Atreju l'ipotesi di un sovrapprezzo di un euro per i voli nazionali e di 1,5 euro quelli internazionali.

 Il suo futuro politico

"Il presente è già tanto sfidante, mettermi qui a ragionare del futuro è un salto nel buio. Lo dico sinceramente, ho avuto anche la disponibilità di continuare a fare il premier. Posso sposare un progetto politico se serve al Paese".



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