A Castelvetrano va in scena il fallimento della politica

Mafia e logge segrete uccidono il desiderio di partecipazione, e nessuno ora vuole andare a votare: “Meglio il commissariamento del comune"

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 Castelvetrano

"Non ci dovremmo andare a votare, ma dobbiamo fare rialzare il paese". È il tenore dell'onda social che si è alzata dopo il sondaggio che ha fatto emergere a Castelvetrano - che il 28 aprile si recherà alle urne dopo un lungo periodo di commissariamento - una grande sfiducia nell'esito elettorale. Per gran parte degli intervistati sarebbe meglio che restassero i commissari.

Un frutto avvelenato dello scioglimento per mafia del 2017 che ha stoppato allora le elezioni, e del più recente blitz dei carabinieri "Artemisia" contro la 'loggia' segreta' che condizionava la politica nel paese del superlatitante Matteo Messina Denaro. Un blitz che ha fatto scattare gli arresti anche per l'ex sindaco Felice Errante e per uno dei candidati di allora e di oggi, peraltro dato per favorito, Luciano Perricone, ritiratosi dalla competizione.

In tre su quattro resteranno a casa

"Il cambiamento deve partire da ogni singolo cittadino che, se pur scoraggiato e deluso, ha il dovere di lottare per sé e per gli altri", scrive Simona su Facebook. "Miei cari concittadini - esorta Iva - e parlo al quel 55%... a scappare dalle responsabilità siamo bravi tutti".

La rilevazione compiuta dalla Bg Comunicazioni su un campione di 700 persone intervistate, fa emergere, infatti, la forte tentazione di disertare l'appuntamento elettorale: il 54,9% dichiara che non si recherà alle urne e che il 19,8% è tuttora indeciso.

In definitiva, a meno di un mese dal voto solo il 25,3% è pronto a dare la propria preferenza. Di più: per il 56,4% sarebbe meglio prorogare il commissariamento. Il tutto si traduce in una sfiducia nelle istituzioni per il 58,4%: gli indecisi sono il 15,7%, mentre solo il 25,9% si dice fiducioso.

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 Jonathan NACKSTRAND / AFP
elezioni (AFP)

Ma "è dovere di ogni cittadino andare a votare", taglia corto Mauro. "Ma che soluzione è non votare? Dobbiamo votare invece. Scegliamo le persone, non gli amici - indica la strada Sabina - non i conoscenti, non il partito... votiamo chi riteniamo più adeguato a ricoprire questa carica". "Con 50 euro e una busta di spesa li convinceremo! Come sempre!", afferma amaro Antonino. "Andate a votare", intima un altro.

"Il cambiamento - ragiona, del resto, Antonella - avviene col voto altrimenti non cambierà nulla e ci sarà chi deciderà per noi. Questo è un nostro diritto e un nostro dovere e nessuno può togliercelo. Bisogna scegliere con cura le persone giuste".

 



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