Perché Calenda cita Dunkerque per lanciare l'operazione salva-Pd

Il ministro dello Sviluppo economico chiede il contributo di tutti, di ogni singola "barchetta", come avvenne sulle coste francesi nel 1940

Perché Calenda cita Dunkerque per lanciare l'operazione salva-Pd

“Ognuno deve prendere la sua barchetta e andare in soccorso del PD. Disfatte se vissute con dignità e onore possono essere la premessa per una vittoria futura. #dunkerque”. Parola di Carlo Calenda che su Twitter invita i simpatizzanti del Partito democratico a serrare i ranghi e a dare il proprio contributo alla ricostruzione del partito, per ritrovare la sua base elettorale. Lo fa citando un esempio storico, la battaglia di Dunkerque, diventata lo scorso anno anche una pellicola di successo con Dunkirk, nome inglese del porto francese, di Christopher Nolan.

All’attuale ministro dello Sviluppo economico la situazione del Pd deve apparire, almeno in metafora, simile a quella disperata in cui si trovavano l’esercito britannico e quello francese assediati dalle truppe di Hitler sulle spiagge del Canale della Manica: circondati, sotto il fuoco nemico, e apparentemente senza possibilità di fuga. 

Perché Calenda cita Dunkerque per lanciare l'operazione salva-Pd
Berliner Verlag / Archiv / dpa-Zentralbild / DPA 
 La spiaggia di Dunkerque dopo l'evacuazione delle truppe francesi e britanniche

A Dunkerque fu necessaria una straordinaria operazione di evacuazione. Nel maggio del 1940 le forze migliori della marina militare inglese, allora la più potente al mondo, erano bloccate. Con loro, quello che restava dell'esercito francese reduce della sconfitta da parte delle truppe tedesche della Wehrmacht per un totale di circa 400 mila uomini. L'unica via possibile, con le truppe tedesche che assediavano gli uomini costretti alla ritirata dopo la sconfitta, rimaneva quella del mare. E fu elaborata quella che passò alla storia come 'Operazione Dynamo'.

Perché Calenda cita Dunkerque per lanciare l'operazione salva-Pd
 (Wikipedia)

“Le cose iniziarono molto male”, ricorda un articolo del Post che ripercorre la storia di quei giorni. “Nel primo giorno di evacuazione, il 27 maggio, meno di 8 mila soldati vennero imbarcati. Le operazioni dovevano essere accelerate e venne dato ordine di iniziare a imbarcare gli uomini anche lungo le spiagge: ma i grossi cacciatorpediniere della marina militare, le navi più grandi che i britannici potevano permettersi di rischiare a Dunkerque, non erano in grado di raggiungere le acque basse vicino a riva. Così squadre della marina furono mandate a requisire migliaia di piccole imbarcazioni civili e un appello fu lanciato a tutti i proprietari di barche del sud dell’Inghilterra perché corressero in soccorso all’esercito intrappolato: una scena che viene mostrata nei primi minuti del film. Il giorno dopo centinaia di piccole imbarcazioni civili, a volte guidate dai loro proprietari, si affiancarono ai cacciatorpediniere della marina nelle operazioni di salvataggio”. L’operazione riuscì, ma a costo di un enorme sacrificio umano. 338 mila soldati furono portati in salvo in nove giorni. 

Il paragone forse può suonare un po’ eccessivo, ma racconta bene quelli che devono essere gli umori del Pd alla vigilia di un congresso che arriva in una situazione che pare altrettanto difficile. Calenda chiede l’aiuto di tutti, di ogni singola “barchetta”. E al Pd ne servono parecchie.



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