Il governo valuta il sì allo scudo penale se ArcelorMittal farà rientrare gli esuberi

L'azienda intanto prosegue il rallentamento della produzione di acciaio e ferma lo scarico di materie prime. Per Gualtieri possibile l'intervento di Cdp, ma bolla come 'pericolosa illusione' l'ipotesi di nazionalizzare l'ex Ilva 

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 Agi
  Stabilimento Arcelor Mittal di Taranto (ex Ilva)

Spazzare via qualsiasi ipotesi di esuberi, sedersi al tavolo a trattare e il governo sarebbe pronto a ripristinare subito uno scudo penale che abbia, però, validità erga omnes. Ma in cambio ArcelorMittal dovrebbe garantire il mantenimento di tutti i posti di lavoro. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, avrebbe ribadito la linea seguita dal governo ad alcuni esponenti della maggioranza. Lo riferiscono fonti parlamentari all'AGI. 

Intanto prosegue il rallentamento della produzione d'acciaio a Taranto. L'azienda oltre a sospendere da venerdì lo sbarco di materie prime sulla banchina del molo polisettoriale del porto di Taranto, ha per ora sospeso anche lo sbarco sulla banchina Costa Morena Est del porto di Brindisi. Lo dice ad Agi il segretario generale dell'Autorità di sistema portuale del Mar Adriatico meridionale, porti di Bari e Brindisi, Tito Vespasiani.

"L'ultima nave che ha fatto scalo a Brindisi per il siderurgico di Taranto è ripartita tra mercoledì e giovedì della settimana scorsa - afferma Vespasiani -. Al momento, non ci sono navi per l'ex Ilva, né previsioni di arrivo. Di solito, l'arrivo di una nave ci viene anticipato, via agenzie marittime locali, con una settimana di anticipo. Allo stato invece non c'è nulla. Quindi - prosegue Vespasiani - se dovessero arrivare prenotazioni di arrivi, queste riguarderebbero navi che giungerebbero a Brindisi nella settimana prossima".

Gualtieri: Nazionalizzare? "Pericolosa illusione"

Un intervento della Cassa depositi e prestiti nella ex Ilva "è uno strumento che non va escluso dalla cassetta di cui disponiamo". Lo ha affermato il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, che ha però messo in guardia rispetto alle nazionalizzazioni: "L'idea - ha detto in un convegno dell'Huffpost - che con una crisi industriale lo Stato nazionalizza, compra e assorbe i costi è una pericolosa illusione. Non è di questo che si sta parlando. Abbiamo consapevolezza degli strumenti disponibili e in questo ambito li utilizzeremo".

Secondo Gualtieri "il governo deve stabilire con molta chiarezza che noi pensiamo che avere un grande produttore moderno e sostenibile di acciaio a ciclo integrale sia di interesse strategico per l'Italia e l'Europa, e che il governo è impegnato per questo".

"Ciò richiede che si richiami al rispetto degli impegni industriali e ambientali presi e firmati - aggiunge - mentre lo Stato deve essere in grado di dare tutte le garanzie giuridiche amministrative e di politica industriale a sostegno di un momento congiunturale difficile senza mettere in discussione i patti. Non è accettabile andare a una produzione di 4 milioni di tonnellate".

Gualtieri ricorda che "la bonifica è parte integrante del piano industriale, non c'è risanamento dell'Ilva se la si chiude. Il governo deve mettere tutti gli strumenti d cui dispone, e' un segno molto forte che abbia assunto in prima persona l'impegno. Il governo deve concorrere a identificare una soluzione per il rilancio dell'Ilva con lo sviluppo di un piano magari adattato ma non snaturato nell'esecuzione degli impegni ambientali".



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