Il modo per salvare la candidatura di Razzi c'è. Ma costa un sacco di soldi

"All'estero ci sono le preferenze, i collegi sono enormi, chi mi darà 200 mila euro per fare la campagna elettorale?"

Il modo per salvare la candidatura di Razzi c'è. Ma costa un sacco di soldi
 Maria Laura Antonelli/Afp
 Antonio Razzi

"Ho posto due condizioni: devo essere capolista e, soprattutto, devo essere supportato dal partito. All'estero ci sono le preferenze, i collegi sono enormi, chi mi darà 200mila euro per fare la campagna elettorale?". Alla fine per Antonio Razzi la ricandidatura ci sarà. Ma non nel suo Abruzzo, bensì nella circoscrizione estero.

Il senatore si definisce "sedotto e abbandonato" per la mancata candidatura nella sua terra natale e non ha nascosto la sua amarezza: "A un certo punto avevano detto: chi non versa la quota mensile non sarà candidato. Io ho sempre pagato il partito, da me infatti Berlusconi non avanza un centesimo. Molte volte essere onesti non porta nulla. Io sono onesto e tranquillo e me ne vanto".

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"Io non so niente. Come dico io 'carta canta'... E finché non c'è carta, io non canto", aggiunge poi Razzi, con il consueto pragmatismo, ai microfoni di Radio Capital. "Mi ha chiamato il mio capogruppo, Paolo Romani, e mi ha proposto un seggio all'estero. Gli ho detto che è impossibile se detto un giorno prima. Quando uno è candidato all'estero ci deve lavorare mesi e mesi prima, e invece negli ultimi cinque anni ho lavorato a tappeto per l'Abruzzo, per farmi conoscere". Senza contare che "parliamo di tutta l'Europa: sai quanti soldi ci vogliono per andare in giro, da Mosca alla Turchia e al Portogallo?".

"Dicono che gli abruzzesi non mi vogliono ma non è vero"

"Io ho lavorato per l'Abruzzo, ma se mi candidano in Sicilia o in Lombardia - concede - è lo stesso perché mi conoscono. Lo so che sono conosciuto anche all'estero, ma - ribadisce - chi mi dà i soldi per fare campagna elettorale in Europa? Tutto quello che ho guadagnato l'ho consumato per fare politica in Abruzzo, ogni fine settimana ero sempre in giro".
E Romani che ha detto? "Assolutamente niente".

"Ho letto - racconta il senatore 'azzurro' uscente - che alcuni dirigenti di Forza Italia abruzzesi festeggiano per la mia mancata candidatura e dicono che gli abruzzesi non mi vogliono, ma non è vero: gli abruzzesi mi adorano. Io all'Abruzzo ho dato molto. I miei successi? Molti non ne hanno parlato, ma le gallerie Le Piane e San Silvestro erano piene d'incidenti perché erano piene d'acqua, poi io ho fatto un'interpellanza urgente al ministro dell'Infrastruttura che ha dato circa sette milioni di euro per la riparazione. Quello sicuro l'ho fatto io. E i giornali abruzzesi non ne hanno neanche parlato".

Detto questo, se la candidatura fosse in Asia "sarebbe meglio: da dieci anni - ricorda ancora Razzi - frequento le Coree per cercare un riavvicinamento e un po' di lavoro mio - assicura - c'è nel riappacificamento che le porterà insieme alle Olimpiadi invernali". E Berlusconi? "Forse neanche lo sa cosa sta succedendo. Io gli ho telefonato, ma non me lo passano". Ad ogni modo, se dovesse restarsene a casa "faranno felici mia moglie, non è mai stata con me perché nel fine settimana sono sempre stato impegnato". 



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