AGI - Nicolò Bulega è campione del mondo Superbike, il campionato mondiale riservato alle moto derivate dai modelli stradali in commercio. Il pilota dell’Aruba.it Racing – Ducati ha conquistato il titolo domenica 27 settembre sul circuito di Cremona, con il secondo posto nell’ultima delle tre gare del weekend, a due appuntamenti dalla fine del campionato. Aruba.it Racing – Ducati è la squadra ufficiale di Ducati nel Mondiale Superbike e porta il nome di Aruba, l’azienda italiana che dal 2015 ne cura direttamente la gestione.
A 26 anni Bulega è il primo italiano a vincere il Mondiale Superbike con una Ducati e riporta il titolo in Italia quattordici anni dopo Max Biaggi, campione nel 2012. È anche il primo pilota della storia a conquistare sia il Mondiale Supersport sia quello Superbike, entrambi con Aruba.
Per la squadra il weekend di Cremona si è chiuso con tre vittorie su tre gare, tutte firmate dal compagno di squadra di Bulega, lo spagnolo Iker Lecuona, e con i due piloti ai primi due posti della classifica mondiale. A luglio, sul circuito inglese di Donington, erano già arrivati il titolo mondiale riservato alle squadre e il titolo Costruttori, che premia la casa motociclistica. Per Ducati è il ventiduesimo titolo Costruttori in Superbike, un record per la categoria.
Una stagione da record
Il titolo corona un’annata che ha riscritto le statistiche del campionato. Tra la fine del 2025 e il 2026 Bulega ha vinto 25 gare consecutive, la serie più lunga nella storia della Superbike, quasi il doppio del precedente primato, fermo a 13. In questa stagione è salito sul podio in tutte le trenta gare disputate e conta 26 vittorie, una in meno del record stagionale stabilito dallo spagnolo Álvaro Bautista nel 2023, con altri due appuntamenti ancora in calendario.
La scelta del 2022
Dietro i numeri c’è una storia di ripartenza. Da giovanissimo Bulega era considerato una delle maggiori promesse del motociclismo italiano e correva nel Motomondiale, il campionato delle moto prototipo costruite esclusivamente per le corse. Gli anni in Moto2, la categoria intermedia del Motomondiale, si sono rivelati più difficili del previsto, con aspettative diventate un peso da portare in pista, e il 2021 si è chiuso al 26° posto della classifica.
Nel 2022 Aruba ha deciso di puntare su di lui, affidandogli la Ducati Panigale V2 della propria squadra nel Mondiale Supersport, il campionato che fa da anticamera alla Superbike con moto derivate di serie di media cilindrata. Da lì è iniziata la risalita, culminata nel 2023 con sedici vittorie e il titolo mondiale Supersport. Ripercorrendo quegli anni in una recente intervista ad Aruba Magazine, Bulega ha ricordato:
“Ho fatto tanta fatica, non era scontato che potessi continuare ad alti livelli. Sì, ci sono stati momenti in cui ho pensato di non farcela più. Ma continuando sempre a crederci, alla fine la soluzione, se la vuoi davvero, la trovi”.
Nel 2024 è arrivato il passaggio in Superbike con Aruba.it Racing – Ducati, in sella alla Ducati Panigale V4 R. Le due stagioni chiuse al secondo posto del Mondiale, nel 2024 e nel 2025, hanno preparato il titolo di quest’anno. Dopo Cremona il pensiero del campione è andato proprio a quel percorso:
“È il giorno più bello della mia carriera. Se penso ai momenti difficili che stavo attraversando solo cinque anni fa, non riesco quasi a credere di aver raggiunto questo traguardo. Essere Campione del Mondo Superbike, il primo italiano nella storia di Ducati, ed aver raggiunto questo obiettivo con il team che ha creduto in me fin dal primo giorno mi riempie d’orgoglio”.
Un successo tutto italiano
Quello di Cremona è un successo italiano in ogni sua componente. Un pilota emiliano, una moto progettata e costruita da Ducati a Borgo Panigale, alle porte di Bologna, una squadra gestita da un’azienda italiana a capitale interamente italiano, un titolo conquistato davanti al pubblico di casa. Nella collaborazione tra i due partner la struttura sportiva fa capo ad Aruba, con Stefano Cecconi, Amministratore Delegato di Aruba, nel ruolo di Team Principal, cioè di responsabile della squadra, e Serafino Foti in quello di Team Manager, che ne coordina l’attività in pista. A Ducati Corse, il reparto corse di Ducati, spetta l’intera direzione tecnica, a partire dallo sviluppo della moto.
“Questo titolo è prima di tutto di Nicolò, del suo talento e della sua determinazione”, ha dichiarato Cecconi. “Seguire in prima persona questo progetto e accompagnare Nicolò dalla Supersport fino al Mondiale Superbike è stato entusiasmante. Dietro questo risultato c’è il lavoro di tante persone che ogni giorno rendono competitiva la squadra: ognuna di loro ha contribuito e merita di sentirlo proprio”.
Il riconoscimento va anche al partner tecnico. “Questo successo porta ovviamente anche la firma di Ducati”, prosegue Cecconi. “Ringrazio Claudio Domenicali, Gigi Dall’Igna, Mauro Grassilli, Marco Zambenedetti e tutta Ducati Corse, che ha messo a disposizione tecnologia, competenze e una moto eccezionale. È una vittoria costruita insieme, che dimostra cosa sa fare l’Italia quando talento, industria e persone lavorano nella stessa direzione”.
Un progetto di lungo periodo
Per Aruba, azienda italiana fondata nel 1994 e oggi tra i principali operatori di cloud, data center e servizi digitali del Paese, il titolo di Bulega è il risultato di un impegno che dura da dodici stagioni. Un progetto fondato sulla continuità delle persone, su un metodo affinato stagione dopo stagione e sulla scelta di investire su un talento nel momento più difficile della sua carriera, accompagnandolo fino al vertice mondiale.
È la stessa fiducia che Bulega ha voluto ricordare dopo la gara, ringraziando Stefano Cecconi, Serafino Foti e Aruba “per avermi dato questa grande opportunità”. “Sono entusiasta di aver ripagato la loro fiducia vincendo prima in Supersport e poi in Superbike”, ha aggiunto il campione.
L’Italia che corre. L’Italia che vince.
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