AGI - Al mondo serve sempre più energia in un contesto attraversato da guerre, tensioni commerciali, nuove priorità industriali e una domanda che cresce soprattutto nelle economie emergenti, a fronte di un mix energetico globale che resta sostanzialmente stabile. Questo è il quadro aggiornato al 2025 che emerge dal World Energy Review 2026 di Eni giunto alla 25ª edizione e diventato uno degli strumenti di riferimento del settore per leggere l'evoluzione dei mercati energetici globali.
Nel primo modulo della nuova edizione è stata inoltre anticipata la pubblicazione del capitolo Economia con popolazione e PIL: due variabili sempre più rilevanti per comprendere l'evoluzione dei consumi energetici.
Petrolio: più consumi, ma il mercato guarda all'offerta
A conferma della continua crescita del fabbisogno energetico mondiale, anche la domanda di petrolio ha registrato un nuovo aumento nel 2025. A sostenere i consumi sono soprattutto le economie non OCSE, che accompagnano la crescita demografica, industriale e della mobilità. Il Brent ha chiuso l'anno con una media di 69,1 dollari al barile, in calo del 14% rispetto al 2024, risentendo delle politiche commerciali statunitensi e del progressivo allentamento dei tagli alla produzione da parte dell'OPEC+. Le tensioni tra Israele e Iran hanno generato episodi di volatilità nel corso dell'anno, senza modificare il trend complessivo delle quotazioni.
Sul fronte dei consumi, la domanda mondiale di petrolio ha raggiunto 104,3 milioni di barili al giorno, con un incremento di 0,9 milioni di barili rispetto al 2024. La crescita è stata trainata principalmente dai Paesi non OCSE, con il contributo di Cina, Nigeria, India, Indonesia e America Latina, ed è stata sostenuta dall'aumento della domanda di jet fuel, GPL ed etano.
Anche la produzione globale è aumentata, raggiungendo 100,4 milioni di barili al giorno, in crescita di 3,1 milioni rispetto all'anno precedente. Alla crescita hanno contribuito sia i Paesi non-OPEC, in particolare gli Stati Uniti, sia i Paesi OPEC, grazie al completamento del piano di graduale rientro dei tagli produttivi concordati nel 2024.
Nel settore della raffinazione, l'entrata in esercizio di nuovi impianti come Dangote in Nigeria e Duqm in Oman ha compensato le chiusure registrate nel Bacino Atlantico, in Europa e negli Stati Uniti, portando così la capacità di raffinazione primaria ad attestarsi a 104,9 milioni di barili al giorno. A fine 2025 la capacità di raffinazione europea risulta inferiore di oltre un milione di barili al giorno rispetto al 2015.
Gas naturale: un mercato che ritrova equilibrio
Dopo gli anni caratterizzati dalle forti tensioni sui mercati internazionali, il 2025 segna una fase di maggiore stabilità per il gas naturale. Una condizione che non significa assenza di criticità, ma una progressiva capacità del sistema di assorbire squilibri tra domanda e offerta. Il mercato ha attraversato una prima fase caratterizzata da un'offerta limitata e da consumi in crescita, seguita da un riequilibrio nella seconda parte dell'anno grazie all'espansione dell'offerta globale di gas naturale liquefatto (GNL).
In questo percorso il ruolo del GNL resta centrale. La crescita delle infrastrutture di liquefazione e rigassificazione contribuisce a rendere più flessibili gli scambi internazionali e a rafforzare i collegamenti tra mercati geograficamente lontani.
Nel 2025 i prezzi nei principali hub internazionali sono aumentati mediamente del 26% rispetto all'anno precedente. In Europa, il TTF si è attestato a 11,9 dollari per Mbtu; in Asia il prezzo spot del GNL ha raggiunto 12,9 dollari per Mbtu; negli Stati Uniti l'Henry Hub ha registrato una media di 3,5 dollari per Mbtu.
La domanda globale di gas ha raggiunto circa 4.150 miliardi di metri cubi, con una crescita vicina all'1% rispetto al 2024. I Paesi OECD hanno registrato un incremento dei consumi pari all'1%, mentre nelle economie non-OECD la domanda si è mantenuta sostanzialmente stabile. Anche la produzione mondiale ha mostrato una crescita in linea con quella dei consumi.
Continua inoltre l'espansione delle infrastrutture legate al GNL. La capacità globale di liquefazione ha raggiunto circa 700 miliardi di metri cubi, in aumento del 6%, mentre la capacità di rigassificazione ha superato i 1.600 miliardi di metri cubi, con una crescita del 5%. Gli incrementi più significativi si sono registrati negli Stati Uniti per la liquefazione e in Asia ed Europa per la rigassificazione.
Rinnovabili: continua la corsa del fotovoltaico
Se il mix energetico globale resta diversificato, il fotovoltaico si conferma una delle tecnologie più dinamiche dell'intero sistema energetico. Per il solare il 2025 è stato un altro anno di forte espansione, trainata soprattutto dalla Cina. La capacità installata globale di fotovoltaico ed eolico ha superato i 3.600 GW (+22%), mentre oltre il 75% delle nuove installazioni è riconducibile al fotovoltaico.
La capacità fotovoltaica globale ha raggiunto circa 2.400 GW, con un incremento superiore al 27% rispetto al 2024. La Cina ha confermato il proprio ruolo centrale nello sviluppo della tecnologia, con una capacità installata di circa 1.200 GW e oltre il 60% della crescita mondiale registrata nell'anno.
Anche l'eolico ha proseguito il proprio percorso di espansione, raggiungendo circa 1.300 GW di capacità installata a livello globale. La Cina si conferma il principale mercato del settore con circa 640 GW di capacità installata e con il 75% dell'incremento globale registrato nel 2025. Europa e Nord America mantengono rispettivamente quote del 23% e del 14% della capacità mondiale.
La crescita delle fonti rinnovabili procede con intensità differenti a seconda delle tecnologie e delle aree geografiche, ma conferma una tendenza consolidata: l'aumento della capacità installata sta diventando uno degli elementi strutturali dell'evoluzione energetica globale.
Minerali critici: la geografia delle materie prime strategiche
Dietro la crescita delle tecnologie energetiche si rafforza anche il peso delle materie prime necessarie per realizzarle. Batterie, impianti fotovoltaici e sistemi eolici dipendono infatti dalla disponibilità di risorse strategiche come litio, cobalto, nichel, manganese e grafite, utilizzate nella produzione di batterie, mentre terre rare e silicio sono componenti fondamentali rispettivamente per l'energia eolica e il fotovoltaico.
La crescente domanda associata alla transizione energetica ha contribuito negli ultimi anni all'aumento dei prezzi delle materie prime critiche. Allo stesso tempo, la produzione di molte di queste risorse resta fortemente concentrata in pochi Paesi, con possibili implicazioni per la sicurezza degli approvvigionamenti.
Nel 2025 la produzione complessiva dei minerali critici è aumentata rispetto all'anno precedente, con particolare evidenza per il litio (+29%) e la grafite (+13%). La concentrazione geografica rimane elevata: circa l'80% della produzione mondiale di silicio e grafite proviene dalla Cina, il 73% del cobalto dalla Repubblica Democratica del Congo e il 67% del nichel dall'Indonesia.
Anche sul fronte delle riserve emergono livelli di concentrazione significativi. Oltre il 50% delle riserve mondiali di cobalto è localizzato nella Repubblica Democratica del Congo, mentre oltre la metà delle riserve di terre rare si trova in Cina. Più che la quantità disponibile, uno dei temi centrali resta la distribuzione geografica delle risorse. Il controllo delle filiere dei minerali critici è ormai parte integrante delle strategie industriali e di sicurezza energetica adottate dalle principali economie mondiali.
La domanda energetica parte dalla crescita globale
Il World Energy Review 2026 anticipa i dati relativi a popolazione ed economia. Una scelta che riflette la crescente interdipendenza tra sviluppo economico, dinamiche demografiche e consumi energetici. Nel 2025 la popolazione mondiale ha superato gli 8 miliardi di persone, con la crescita concentrata soprattutto nelle economie emergenti. L'India si conferma il Paese più popoloso al mondo con circa 1,5 miliardi di abitanti.
Sul piano economico, gli Stati Uniti continuano a sostenere la crescita globale grazie ai consumi e agli investimenti tecnologici, mentre la Cina mantiene un ritmo di espansione significativo pur in un contesto di rallentamento strutturale. L'India prosegue il proprio percorso di crescita trainata da investimenti infrastrutturali e sviluppo tecnologico, mentre l'Eurozona mostra una dinamica più contenuta.
Il World Energy Review 2026 descrive un sistema globale sempre più articolato per quanto riguarda le fonti energetiche. Il petrolio sostiene la mobilità globale, il gas naturale contribuisce alla flessibilità dei mercati, le rinnovabili accelerano il proprio sviluppo e i minerali critici assumono un ruolo strategico nelle nuove filiere industriali. Sullo sfondo restano tre sfide centrali: garantire la sicurezza degli approvvigionamenti, sostenere la crescita economica e accompagnare la trasformazione del sistema energetico.
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