AGI - Nel 2025 l'Italia è entrata ufficialmente nella top 10 mondiale per i depositi di domande di brevetto, posizionandosi come sesto Paese in Europa, secondo i dati Invitalia. Un risultato che certifica la vitalità del sistema industriale italiano, ma che porta con sé anche una sfida: colmare il divario con le grandi potenze tecnologiche attraverso un trasferimento più efficace tra ricerca e mercato. Accanto ai settori tradizionalmente attivi come meccanica, trasporti e tecnologie mediche restano ancora sottorappresentate le tecnologie emergenti. A partire dall'energia, un settore fondamentale per abilitare una serie di servizi sia alle industrie che ai privati.
La proprietà intellettuale è un'architettura invisibile ma indispensabile, la struttura portante su cui si regge il successo di un’azienda. Grazie all'integrazione di competenze tecniche, legali e di intelligence si possono proteggere gli investimenti, valorizzare il lavoro dei ricercatori e operare con maggiore sicurezza verso nuove frontiere di mercato. Dietro ogni innovazione di successo, esiste una strategia di IP (Intellectual Property, in italiano proprietà intellettuale) che ne garantisce la trasformazione da intuizione a valore concreto.
Ne parliamo nella puntata dei podcast di AGI in collaborazione con Eni insieme alle ospiti Maria Luisa Marchesi, Italian Patent Attorney in Eni, Barbara Riva, Qualified Patent Information Professional in Eni e Barbara Coppa, Professional Intellectual Property Agreements in Eni.
Dall'ideazione alla tutela: il ciclo di vita dell'innovazione
La gestione della proprietà intellettuale accompagna l'intero ciclo di vita di una tecnologia, dalla fase embrionale alla commercializzazione. Fin dalle prime fasi progettuali, esperti di IP valutano la novità e l'originalità dei risultati attesi per allineare lo sviluppo tecnologico agli obiettivi strategici dell'azienda. Le opzioni di tutela disponibili sono diverse: il segreto industriale per il know-how più sensibile, il diritto d'autore per il software, il brevetto per le invenzioni industriali. La pubblicazione assume poi una valenza strategica precisa: viene utilizzata come difesa preventiva per favorire la diffusione della conoscenza e impedire che terzi brevettino lo stesso trovato.
Individuare per tempo la giusta strategia di tutela consente di concentrare le risorse sui progetti con reale potenziale difendibile, evitando dispersioni costose. Una corretta scelta tra segreto e brevetto determina il posizionamento competitivo a lungo termine e protegge i margini operativi dalla pressione dei competitor. Come spiega Maria Luisa Marchesi, Italian Patent Attorney in Eni: "Si può pensare al Patent Attorney come a un 'ponte' tra innovazione tecnologica, diritto e strategia aziendale".
Il portafoglio brevettuale di un'azienda non è mai statico: viene sottoposto a revisioni periodiche per verificare se i titoli esistenti restino coerenti con la strategia in evoluzione. Alcune tecnologie vengono mantenute e ulteriormente sviluppate; quelle non più strategiche possono essere ulteriormente valorizzate attraverso accordi di licenza con soggetti esterni, trasformando asset dormienti in nuove fonti di ricavo, oppure essere dismesse.
Architettura legale e difesa del perimetro
Il Patent Attorney opera come un architetto del diritto industriale. Il suo compito non è puramente burocratico: dialoga con i tecnici per isolare l'invenzione rispetto allo stato dell'arte conosciuto e definisce le rivendicazioni che delimitano il perimetro della protezione. Anche in mercati saturi o in presenza di tecnologie simili, il Patent Attorney sa individuare spazi di protezione ancora disponibili, garantendo all'azienda un diritto di esclusiva su ciò che realmente la distingue.
Una rivendicazione ben definita è un'arma commerciale che trasforma il capitale intellettuale in un monopolio temporaneo. La capacità di gestire l'iter presso gli Uffici Brevetti rispondendo alle obiezioni degli esaminatori nelle diverse giurisdizioni riduce l'incertezza operativa e consolida la solidità patrimoniale dell'impresa.
Ridurre il rischio e mappare il mercato
Le ricerche brevettuali sono strumenti di analisi specialistica che supportano le decisioni in ogni fase di maturità tecnologica del progetto, dal concept iniziale fino alla commercializzazione. L'attività comprende l'analisi dello Stato dell'arte per comprendere i trend di settore e i principali attori competitivi; il benchmark brevettuale per confrontare le strategie di aziende concorrenti che emergono sulla scena; e la Freedom To Operate (FTO) per evitare violazioni di diritti di terzi in essere prima dell'immissione sul mercato. In operazioni di ampio respiro come acquisizioni o partnership strategiche , l'IP assessment diventa uno strumento fondamentale per valutare il portafoglio brevettuale dei soggetti di interesse nel panorama tecnologico.
Come spiega Barbara Riva, Qualified Patent Information Professional in Eni: "Il valore delle ricerche brevettuali risiede nella capacità di ridurre i rischi legali e finanziari, orientare le strategie di innovazione, proteggere gli investimenti in R&D e valorizzare gli asset immateriali aziendali".
Trasformare l'innovazione in accordi
In contesti di Open Innovation, dove le aziende interagiscono continuamente con università, fornitori, start-up e partner industriali, il negoziatore di accordi tecnologici svolge un ruolo di traduttore tra tre mondi: Business, R&D e Legale. Il suo valore aggiunto sta proprio nella capacità di integrare queste prospettive e trasformarle in soluzioni contrattuali coerenti ed efficaci. Il processo prende avvio dagli accordi di riservatezza (NDA), che creano uno spazio sicuro di dialogo nelle fasi esplorative, per evolvere poi verso accordi di collaborazione e sviluppo congiunto, in cui si definiscono regole chiare su responsabilità, contributi e diritti di proprietà intellettuale sia sulle conoscenze di partenza sia sui risultati futuri.
Quando la tecnologia raggiunge una maturità sufficiente, entrano in gioco gli accordi di licenza, attraverso cui l'innovazione viene portata sul mercato o trasferita a terzi, generando nuove opportunità di business. Una negoziazione professionale valorizza la tecnologia attraverso entrate strutturate (licenze, royalty,) permettendo di scalare l'innovazione su nuovi mercati geografici o settoriali senza cedere il controllo degli asset. Come racconta Barbara Coppa, Professional Intellectual Property Agreements in Eni: "Strutturare una licenza significa bilanciare molteplici elementi: l'ampiezza dei diritti concessi, l'esclusività, il territorio, le modalità di remunerazione e le responsabilità delle parti. Ogni scelta riflette una precisa strategia, volta a massimizzare il valore della tecnologia".
La proprietà intellettuale rappresenta lo strumento per convertire l'innovazione in valore economico concreto. Una gestione responsabile del portafoglio di IP [VB1] non riguarda solo la protezione verso l'esterno, ma include la corretta attribuzione della paternità delle invenzioni rafforzando dall'interno la cultura dell'innovazione in un’azienda. Attraverso un approccio strutturato e professionale, non ci si limita a tutelare la conoscenza: si costruisce una resilienza industriale capace di garantirne lo sviluppo nel lungo periodo.
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