Il quantum computing è un argomento emergente nel settore dell'informatica ed è entrato nelle conversazioni dell'ultimo anno per chi segue gli aggiornamenti dell'innovazione tecnologica. Il 2025 ha rappresentato infatti il "quantum shift", cioè il passaggio da un ambito quasi esclusivamente accademico a una priorità di politica industriale, stiamo quindi entrando in una fase in cui ricerca scientifica e applicazioni industriali iniziano a convergere. Per il 2026 l'Unione Europea definirà il Quantum Act, cioè il quadro normativo comune con l’ambizione di raggiungere la leadership globale, in questo settore, entro il 2030.
Il calcolo quantistico è oggi la componente più dinamica dell’intero ecosistema tecnologico globale. Secondo il report OCSE (“Mapping the global quantum ecosystem”, dicembre 2025), il numero di famiglie di brevetti internazionali nel settore è esploso crescendo di quasi 60 volte tra il 2005 e il 2024. La mappa geopolitica rivela una concentrazione strategica in quattro poli: Stati Uniti, Cina, Giappone e i paesi membri dell'EPC (con Regno Unito e Germania come capofila).
Per IBM il quantum computing è la rivoluzione informatica più importante degli ultimi 60 anni. A livello globale, gli investimenti hanno raggiunto i 2,35 miliardi di dollari nel 2023. Un'analisi della società di consulenza McKinsey suggerisce che l'impatto economico sarà massiccio: settori come la chimica e l'energia potrebbero vedere benefici economici fino a 2 trilioni di dollari entro il 2035.
Gli sforzi della ricerca pubblica e privata stanno accelerando per lo sviluppo di questa capacità computazionale con l'obiettivo di innovare più velocemente in diversi settori. In questo scenario si inserisce la nascita di Eniquantic, la joint venture lanciata il 15 luglio 2024 tra Eni e la startup ITQuanta. L'iniziativa punta a sviluppare una macchina quantistica integrata, capace di unire hardware e software per trasformare la ricerca scientifica in applicazioni industriali concrete per il settore energetico.
Parliamo di quantum computing con l’ospite del podcast di AGI in collaborazione con Eni: Laura D'Angelo, Operations Officer di Eniquantic.
Dalla teoria al laboratorio: la sfida del "rumore"
Il quantum computing cos'è? Questo tipo di calcolo utilizza i principi della meccanica quantistica per risolvere problemi complessi, spesso troppo complessi anche per i supercomputer attuali. A differenza dei bit tradizionali (0 o 1) usati in informatica, il quantum computing utilizza i qubit, che possono rappresentare entrambi gli stati simultaneamente, cioè 0 e 1, più qubit possono essere entangled, cioè correlati in modo profondo, offrendo una potenza di calcolo esponenzialmente superiore per ambiti come la crittografia, la simulazione molecolare e l'ottimizzazione di sistemi.
Nonostante il grande potenziale, il calcolo quantistico si trova oggi in una fase di transizione definita regime NISQ (Noisy Intermediate Scale Quantum). In questa fase, i dispositivi utilizzano qubit "rumorosi", ovvero estremamente sensibili alle perturbazioni esterne come variazioni di temperatura o campi elettromagnetici. La sfida tecnologica è duplice: da un lato, gestire questo rumore per ottenere casi di "vantaggio quantistico": risolvere problemi scientifici o industriali impossibili per i supercomputer tradizionali; dall’altro sviluppare sistemi Fault Tolerant capaci di correggere i propri errori. La comunità scientifica è fiduciosa che la ricerca continua permetterà di superare questi ostacoli in un tempo relativamente breve, rendendo le promesse della computazione quantistica sempre più plausibili e concrete.
Eniquantic: la roadmap di Eni
Eni considera il quantum computing una delle aree di ricerca di frontiera, insieme al supercalcolo e alla fusione. In questo contesto nasce proprio Eniquantic, la joint venture tra Eni e ITQuanta, con l’obiettivo di lavorare in modo integrato su tre livelli nell’ambito del calcolo quantistico.
Primo livello: sviluppare un hardware quantistico basato su atomi neutri di itterbio, manipolati attraverso la tecnologia delle "pinzette ottiche". In questo sistema, gli atomi vengono raffreddati a temperature prossime allo zero assoluto e intrappolati in un reticolo di luce creato da raggi laser focalizzati.
Secondo livello: algoritmi e applicazioni, dove il quantum può dare valore, con particolare riferimento all’ottimizzazione e simulazione di sistemi complessi. Terzo livello: integrazione con il supercalcolo, e nello specifico con HPC6, il supercalcolatore di Eni.
Eniquantic beneficia infatti della potenza dei supercomputer classici come l'HPC5 e HPC6 per simulare il comportamento dei sistemi quantistici e testare algoritmi prima della loro esecuzione sull'hardware reale. Le applicazioni pratiche toccano i nodi vitali della decarbonizzazione come la gestione di reti energetiche e dello stoccaggio energetico e la pianificazione di operazioni complesse.
C’è anche la fusione a confinamento magnetico con la ricerca e lo sviluppo di nuovi materiali: questa tecnologia promette di replicare il processo fisico che alimenta le stelle per generare energia pulita e illimitata. Gestire il plasma a temperature di milioni di gradi richiede però calcoli di dinamica dei fluidi e fisica molecolare che sono molto complessi per i computer di oggi, anche i supercalcolatori. In futuro, il computer quantistico potrebbe consentire di simulare la resistenza dei materiali e il comportamento dei campi magnetici necessari per contenere questa energia, accelerando il percorso verso una decarbonizzazione definitiva.
Eniquantic è la seconda venture lanciata nell’ambito delle iniziative di Eniverse, il corporate venture builder di Eni, che si inserisce nella strategia della società dell’energia per valorizzare le competenze interne e le soluzioni tecnologiche, proprie o di terzi, per creare nuove iniziative imprenditoriali ad alto potenziale. In questo caso per garantire che il vantaggio quantistico diventi un vantaggio per l'intero sistema Paese.
Scopri di più su Eniquantic sul sito eni.com.
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