Il respiro diventa corto, la sudorazione aumenta e il battito del cuore sembra di sentirlo amplificato in testa e battere come un tamburo sulle tempie. No, non sono i sintomi dopo una corsa alla fine della giornata e prima di godersi una serata sul divano. Sono i segnali di astinenza dalla connessione wi-fi e c’è già una nuova parola per definire questo stato d’animo: nomofobia, dove “nomo” sta per “no mobile” e fobia è la definizione internazionale di paura, timore. Secondo l’Istituto di Psicologia e Psicoterapia comportamentale e cognitiva (Ipsco), una persona soffre di nomofobia quando prova una paura sproporzionata di rimanere fuori dal contatto con la rete mobile, a tal punto da sperimentare sensazioni fisiche sgradevoli. Del resto le nostre vite sono sempre più connesse per lavoro, amicizia e socialità. Lo smartphone è il telecomando delle nostre giornate.
Il device mobile resta lo strumento più utilizzato per navigare in rete come riporta uno studio della School of Management del Politecnico di Milano condotto nel 2020, secondo cui lo scorso dicembre sarebbero stati 35,1 milioni gli italiani connessi a internet via smartphone, l'87 per cento della popolazione della rete. Sono ben 77 le ore al mese spese sul web da dispositivo mobile, che risulta essere l’83 per cento del tempo passato online con ben il 69 per cento degli internauti ha incrementato il tempo trascorso online. Così l’Italia può vantare il 36 per cento della popolazione internet che naviga solo e unicamente da smartphone (rispetto al 23% nei 5 più grandi Paesi europei, il 14% negli Stati Uniti d’America).
Il new normal ci permette di vivere giornate scandite da nuove abitudini grazie allo smart working. Quante volte sentiamo ripetere “mi basta avere una connessione al wi-fi” per essere operativi. Da casa, ma anche in mobilità se il bilanciamento tra vita privata e lavoro prevede giornate con spostamenti. Senza dimenticare le categorie professionali che per natura stessa del loro lavoro non sono chiuse in casa o in ufficio, ma che girano in auto o con un mezzo pesante. Per evitare lo stress da nomofobia è dunque necessario avere sempre una connessione a portata di mano.
E perché non approfittare anche di un momento di lavoro seduti al tavolino di un bar con un buon caffè espresso per ricaricare le pile. Si tratta di un’altra “mania”, ma con zero effetti collaterali legati all’ansia di trovare dove berlo, perché in Italia esistono circa 150.000 bar (dato Federazione Italiana Pubblici Esercizi prima della pandemia). Per il 72,5 per cento degli intervistati dall’indagine “Gli italiani e il caffè”, condotta a settembre da AstraRicerche per conto del Consorzio Promozione Caffè, è uno dei piaceri della vita, mentre per oltre il 75 per cento è un punto di forza del Made in Italy. Oltre ad aiutare la concentrazione e il risveglio (73,3 per cento degli intervistati), la tazzina rappresenta per molti il vero inizio della giornata (40,8 per cento) e il modo ideale per ritrovare la carica e la voglia di fare (39 per cento).
Negli Eni Café aderenti (400 in tutta Italia entro il 2022) è disponibile il servizio di connessione gratuita a internet per permettere ai clienti di navigare sul web e rendere così ancora più piacevole la sosta anche nelle Eni Live Station. Con il servizio Wi-Fi di Eni è possibile connettersi per una riunione di lavoro e di rispondere a una mail bevendo un buon caffè, ma anche consultare i social o le mappe stradali mangiando un panino. E, perché no, leggere le ultime notizie della giornata, magari sulla nostra app AGI Prima, sorseggiando una bevanda rigenerante. Non ci sono limiti di tempo e la parola d’ordine è “goditi la sosta” sia con un laptop che con il cellulare, comodamente seduti ai tavolini di Eni Café si può continuare quella chat di lavoro, organizzare la serata o ultimare la spesa online. Cosa serve per connettersi? Basta selezionare la rete Wi-Fi Eni dal proprio device, registrarsi e iniziare a navigare in tutte le Eni station o Eni Cafè aderenti a questa iniziativa.
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